Pubblicato da Andrea Sisti il 3 Agosto 2011 in Arte
Carpi all’Arengario e Wahrol nel Castello. Le raffinate scelte dell’estate milanese
L’estate milanese regala opportunità davvero preziose agli amanti dell’arte e del libro. Due, in particolare. La prima. Nella Sala Focus del Museo del Novecento, all’Arengario: Aldo Carpi. Quella di Carpi (1886-1973), allievo di Cesare Tallone, presenza storica alla Biennale di Venezia, docente e direttore a Brera, è stata una figura di grande rilievo nella vita culturale milanese. Ottima idea, pertanto, riscoprirla e ripresentarla al pubblico. Baricentrico, nella sala, si staglia il quadro La mia famiglia, esposto alla Biennale nel 1930 e acquisito dal comune di Milano tre anni dopo: opera di grande poesia, che dialoga (senza imporsi) con gli altri materiali esposti e fornisce alla piccola rassegna un fondamentale filo conduttore. A regalarmi le emozioni più intense sono tuttavia le fate e i mondi sognati che vivono nei due meravigliosi acquerelli (1942 e 1978) realizzati dal figlio di Aldo, Pinin Carpi (1920-2004), straordinario illustratore di libri per l’infanzia. La seconda opportunità è offerta dal Comune di Milano, che nella mostra Da Kandinskij a Wahrol. Libri e cartelle d’artista della Biblioteca d’arte di Milano (a cura di Rina La Guardia e Luigi Sansone, Milano, Castello Sforzesco, 7 luglio-25 settembre, catalogo Biblioteca d’arte-CASVA), presenta una selezione di opere appartenenti alle raccolte della Civica Biblioteca d’Arte di Milano. Chi osserva con interesse gli esiti del rapporto fra scrittori, editori e artisti visivi nel Novecento non dovrebbe assolutamente mancare l’appuntamento con questa raffinata mostra, che muove dagli esemplari di Emporium (1896) e di Novissima (1901) per documentare con grande efficacia la storia del libro figurato d’autore, dell’illustrazione d’arte di testi letterari, del libro-manifesto, del libro d’artista. Tra gli esemplari in mostra, mi limito a segnalare: il Kandinskij di Kleine Welten (Berlin, Propyläen, 1922), con dodici incisioni astratte, stampato durante il periodo di insegnamento a Weimar; il catalogo Le Surréalisme en 1947 (Paris, Maeght, 1947); la prima edizione dell’Andy Wahrol’s index (book) (New York-Toronto, Random House, 1967), fenomenale libro pop; l’Antologia del Campiello Millenovcecentosessantotto (Venezia, Fondazione Cini, 1968), che raccoglie i racconti di cinque autori, accompagnati dalle intense litografie di Gianfilippo Usellini.
Andrea Sisti
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