Pubblicato da Andrea Sisti il 25 Maggio 2011 in Letteratura

I Morosini di Lugano: i libri, l’Italia, l’Europa

Almeno per un paio di motivi, la biblioteca dei Morosini Negroni, nobile e influente famiglia svizzera di quattrocentesche origini milanesi, ha rappresentato (ancor più a partire dal 1980, dopo il trasferimento dei volumi nei locali dell’Archivio Storico della Città di Lugano) una preziosa occasione di studio. Innanzitutto, grazie all’origine aristocratica dei propri fondi, documenta lo stratificarsi di una istituzione “laica” in un contesto bibliografico – quello cantonale – di prevalente matrice religiosa. Secondariamente, attraverso le letture dei suoi membri, fornisce tracce preziose per ricostruire gli interessi culturali dell’aristocrazia lombardo-ticinese nei secoli XVIII-XIX e, in particolare, la partecipazione della stessa al dibattito della società colta italiana negli anni di formazione dello stato unitario. Importanti e assai opportune, dunque, le numerose iniziative che la Città di Lugano e l’Archivio Storico hanno organizzato per valorizzare questo importante patrimonio librario, a iniziare dall’imperdibile mostra “Nel Gabinetto di Donna Marianna”. La Biblioteca Morosini Negroni a Lugano, tra Europa delle riforme e Unità d’Italia (Lugano, Villa Ciani, fino al 26 giugno, martedì-domenica 10-18). La rassegna è eccellente, sia per il progetto scientifico che la giustifica, sia per l’intrigante e innovativo allestimento. Direi che è proprio l’allestimento a restituire presenza, vitalità, necessità, “ruolo” ai singoli pezzi, superando con gusto la scostante fissità museale di molte rassegne bibliografiche (tra le poche in circolazione, peraltro). Fra i materiali esposti, mi limito a segnalare le lettere di Hayez e Maffei, oltre ad alcune significative edizioni antiche, quali il magnifico libro Della trasportatione dell’obelisco vaticano et delle fabriche di Nostro Signore Papa Sisto V fatte dal Cavallier Domenico Fontana architetto di Sua Santità (Roma, Domenico Basa, 1590), la Biblia pietista di Tubinga (Schramm, 1748) e le importanti Historie auguste di Cornelio Tacito, novellamente fatte italiane (Venezia, Vincenzo Vaugris [Valgrisi], 1544), il primo Tacito italiano, da affiancare, nella tradizione, ai più noti volgarizzatori veneziano-fiorentini successivi, Giorgio Dati (1563) e Bernardo Davanzati (1596). Catalogo Edizioni Città di Lugano.

Andrea Sisti