{"id":90,"date":"2011-06-29T20:52:29","date_gmt":"2011-06-29T20:52:29","guid":{"rendered":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/?p=90"},"modified":"2011-06-29T20:52:29","modified_gmt":"2011-06-29T20:52:29","slug":"%e2%80%9cquanto-di-piu-bello-si-possa-vedere-in-novi-ligure","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/arte\/%e2%80%9cquanto-di-piu-bello-si-possa-vedere-in-novi-ligure\/","title":{"rendered":"\u00e2\u20ac\u0153Quanto di pi\u00c3\u00b9 bello si possa vedere in Novi Ligure&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Se un protagonista del <em>Grand Tour<\/em> settecentesco avesse preso parte all\u00e2\u20ac\u2122iniziativa \u00e2\u20ac\u0153Viaggio nella Novi Barocca\u00e2\u20ac\u009d, tenutasi lo scorso 18 giugno 2011, sicuramente avrebbe cos\u00c3\u00ac titolato una descrizione scritta delle bellezze di questa citt\u00c3\u00a0. Tutti noi ospiti ci siamo sentiti un poco come protagonisti di questo <em>Grand Tour<\/em> promosso dal Centro Studi \u00e2\u20ac\u0153In Novitate\u00e2\u20ac\u009d e dall\u00e2\u20ac\u2122Associazione Culturale Lettere e Arti, in collaborazione con l\u00e2\u20ac\u2122Unitre di Novi Ligure. Accolti dal parroco, don Franco Zanolli, all\u00e2\u20ac\u2122interno della Collegiata di Novi Ligure, siamo stati introdotti, attraverso le sue parole, alla comprensione del cammino spirituale della comunit\u00c3\u00a0 novese attraverso i secoli, visualizzando la sua dimensione storica, artistica e culturale. Questo itinerario tra fede e arte si \u00c3\u00a8 poi ampliato nella narrazione del Dottor Roberto Benso sulle opere dei maestri della pittura genovese fra cinque e seicento che adornano gli altari e la sacrestia della Collegiata, ripercussioni artistiche di quel rapporto di lunga data che legava Novi alla capitale della Serenissima, oggi capoluogo ligure. Una volta congedati, il nostro viaggio per Novi \u00c3\u00a8 proseguito sino al Municipio, dove abbiamo potuto ammirare, nell\u00e2\u20ac\u2122ufficio del Sindaco, un notevole dipinto di Bernardo Strozzi che il Professor Gianluca Ameri dell\u00e2\u20ac\u2122Universit\u00c3\u00a0 di Genova ha illustrato amabilmente. Presentando il soggetto del quadro quale <em>Salvator Horta e gli infermi<\/em>, ne sono state esaltate le qualit\u00c3\u00a0 stilistiche, in relazione sia alla produzione di questo grande maestro della pittura genovese del Seicento, sia alla sua audace biografia. Frate Cappuccino versato nella pittura, nel 1625 chiese di lasciare momentaneamente il convento per assistere la madre malata, ma l\u00e2\u20ac\u2122ordine scalpitava per riavere indietro il suo abile pittore. Fu cos\u00c3\u00ac che i francescani tennero le fila di un processo che accus\u00c3\u00b2 il frate di pratica illegale della pittura. In questo frangente, forse per rappacificarsi con l\u00e2\u20ac\u2122ordine, lo Strozzi produsse diverse opere a soggetto francescano, tra cui questa di Novi. Ad ogni modo, l\u00e2\u20ac\u2122epoca era nefasta per tutti. Reduci da un periodo di peste, probabilmente fu scelto di rappresentare San Salvator Horta in virt\u00c3\u00b9 delle sue note doti di taumaturgo, per presentare ai fedeli l\u00e2\u20ac\u2122intervento salvifico dell\u00e2\u20ac\u2122ordine francescano nel risanamento della comunit\u00c3\u00a0. A partire dalla descrizione della sede municipale di Palazzo Pallavicini, la Dottoressa Maria Elisa Repetti, specializzanda presso l\u00e2\u20ac\u2122Universit\u00c3\u00a0 di Genova, ci ha piacevolmente condotto alla scoperta dei palazzi novesi, presentando una storia dell\u00e2\u20ac\u2122arte di Novi come storia della sua citt\u00c3\u00a0. Cos\u00c3\u00ac, l\u00e2\u20ac\u2122evoluzione storica dei modelli architettonici che caratterizzano i pi\u00c3\u00b9 ammirati edifici cittadini si \u00c3\u00a8 elegantemente unita alla narrazione della loro storia, cos\u00c3\u00ac alle tradizioni e curiosit\u00c3\u00a0 di questa ricca cittadina. Passando dai palazzi cinquecenteschi di stampo alessiano a quelli dalla chiara connotazione architettonica e decorativa sei e settecentesca, si \u00c3\u00a8 giunti ad ammirare le forme neo-gotiche e <em>liberty<\/em> caratteristiche delle costruzioni della medio-alto borghesia di fine Ottocento-inizio Novecento. Seguendo la segnalazione di queste eccellenze, siamo giunti all\u00e2\u20ac\u2122Auditorium della Biblioteca Civica, dove Andrea Sisti e Mathias Balbi ci hanno introdotto alla mostra da loro curata su \u00e2\u20ac\u0153Libri Italiani del Seicento nel Fondo Antico della Biblioteca Civica di Novi Ligure\u00e2\u20ac\u009d. Dal <em>Salterium, hebraeum, graecum, arabicum et chaldaeum, cum tribus latinis interpretationibus et glossis<\/em> di Pietro Paolo Porro (1516), commissionato dai Giustiniani con evidenti intenzioni universalistiche, interrotte poi dall\u00e2\u20ac\u2122enormit\u00c3\u00a0 dei costi di traduzione, fino all\u00e2\u20ac\u2122edizione Sarzina del 1625 della \u00e2\u20ac\u0153Gerusalemme Liberata\u00e2\u20ac\u009d di Torquato Tasso, illustrata da Francesco e Giacomo Valegio, abbiamo potuto ammirare le pi\u00c3\u00b9 importanti edizioni a stampa conservate nel Fondo Antico della Biblioteca Civica di Novi Ligure, preziose testimonianze della produzione tipografica stanziata nel territorio tra cinque e seicento. Opere straordinarie, rare e di notevole pregio tipografico: scritti devoti, trattati scientifici, letteratura emblematica, trattatistica storico-politica, opere di geografia. La visita guidata si \u00c3\u00a8 poi conclusa a palazzo Durazzo, recentemente riconosciuto di particolare pregio tramite apposizione di specifico vincolo da parte della Soprintendenza per i Beni Artisti del Piemonte, del quale si \u00c3\u00a8 potuta ammirare la connotazione architettonica e decorativa sei-settecentesca, che la contemporanea ristrutturazione sta recuperando giorno dopo giorno. A testimonianza che tra le pareti di questo palazzo alloggiava una ricca quadreria, rimane purtroppo solo una finissima decorazione carta zucchero, che ne fingeva l\u00e2\u20ac\u2122incorniciatura. Da sterpi ed erbacce sta emergendo anche un ricco giardino terrazzato, con ninfeo retrostante il fabbricato, la cui bellezza \u00e2\u20ac\u201c si dice \u00e2\u20ac\u201c fu l\u00e2\u20ac\u2122ultima pacificante visione goduta dal generale francese Barth\u00c3\u00a9lemy Catherine Joubert, morto a seguito delle ferite riportate durante la celebre battaglia di Novi, combattuta il 15 agosto 1799, tra l&#8217;armata rivoluzionaria e gli austro-russi del generale Suvorov. Ed ecco che i partecipanti di questo <em>Grand Tour<\/em>, accomiatandosi, si augurano di ripetere questa magnifica esperienza perch\u00c3\u00a9 \u00e2\u20ac\u0153Quanto di pi\u00c3\u00b9 bello si possa vedere in Novi Ligure\u00e2\u20ac\u009d non finisce qui. <em> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Valentina Martini <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/madd2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-93\" src=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/madd2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se un protagonista del Grand Tour settecentesco avesse preso parte all\u00e2\u20ac\u2122iniziativa \u00e2\u20ac\u0153Viaggio nella Novi Barocca\u00e2\u20ac\u009d, tenutasi lo scorso 18 giugno 2011, sicuramente avrebbe cos\u00c3\u00ac titolato una descrizione scritta delle bellezze di questa citt\u00c3\u00a0. 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