{"id":82,"date":"2011-05-18T20:47:11","date_gmt":"2011-05-18T20:47:11","guid":{"rendered":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/?p=82"},"modified":"2011-05-18T20:47:11","modified_gmt":"2011-05-18T20:47:11","slug":"dante-e-la-scienza-a-proposito-di-alcune-pubblicazioni-recenti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/letteratura\/dante-e-la-scienza-a-proposito-di-alcune-pubblicazioni-recenti\/","title":{"rendered":"Dante e la scienza:  a proposito di alcune pubblicazioni recenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">William Blake mor\u00c3\u00ac leggendo Dante, desideroso anzi di apprendere \u00e2\u20ac\u201c ormai tardi, troppo tardi \u00e2\u20ac\u201c la lingua italiana al fine di potere leggere l\u00e2\u20ac\u2122Alighieri in originale. Da secoli, d\u00e2\u20ac\u2122altra parte, Dante ha suggestionato e suggestiona: una crestomazia plurale e pressoch\u00c3\u00a9 inesauribile di studi ne ha riletto e declinato il messaggio nelle pi\u00c3\u00b9 diverse (e talora contrastanti) direzioni. Accanto alla costantemente puntuale produzione filologico-letteraria degli italianisti, solo nel corso dell\u00e2\u20ac\u2122ultimo secolo e solo per restare in Italia, Dante \u00c3\u00a8 stato di volta in volta collegato con la setta segreta dei Fedeli d\u00e2\u20ac\u2122Amore (da Luigi Valli, ipotesi interpretativa contestata ancora di recente da Franco Cardini), con il pitagorismo (Paolo Vinassa de Regny), con la Libera Muratoria operativa e l\u00e2\u20ac\u2122arte regia degli alchimisti (Arturo Reghini, autore di un saggio su <em>Dante e a Massoneria<\/em>, uscito sulla \u00c2\u00abRassegna massonica\u00c2\u00bb nel 1921 e da riscoprire), in generale con le allegorie della tradizione ermetico-esoterica e con il simbolismo rosa-crociano (Ren\u00c3\u00a9 Gu\u00c3\u00a9non), col ghibellinismo (secondo una linea di studi che va da Julius Evola a Giorgio Galli), con la logica e l\u00e2\u20ac\u2122ontologia della cultura universitaria medievale (Paolo Aldo Rossi), con le scienze occulte ed il templarismo (Primo Contro). Tutte chiavi di lettura che hanno finito per allargare, persino di molto, la vecchia visuale prospettica che tendeva a fare di Dante un esponente sommo del tomismo duecentesco e, per quanto attiene alla scienza, della cosmologia aristotelico-tolemaica, in virt\u00c3\u00b9 del noto rapporto di corrispondenza tra le sfere celesti e le gerarchie angeliche; noto appunto, ma non certo univoco n\u00c3\u00a9 cos\u00c3\u00ac monolitico e totalizzante, ch\u00c3\u00a9 in Dante risultano essere, del resto, molteplici le istanze spirituali di riferimento, sovente fuse entro un progetto sincretistico che, veramente e letteralmente, ha del miracoloso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/Dante-Paradiso.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-83\" src=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/Dante-Paradiso-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In effetti, i versi e le pagine immortali dell\u00e2\u20ac\u2122Alighieri si impongono, ogni volta, come una sorta di miniera inesauribile, una gamma policromatica di significati cangianti e sempre nuovi. Manca, a quanto ci risulta, uno studio esauriente circa la presenza dantesca nel mondo intellettuale inglese, da Blake appunto (che riscrisse l\u00e2\u20ac\u2122eredit\u00c3\u00a0 del deismo e riformul\u00c3\u00b2 la teosofia swedenborghiana del XVIII secolo alla luce della <em>Divina Commedia <\/em>e della <em>Vita nuova<\/em>) sino a Thomas Stearns Eliot, senza qui dimenticare la dottrina newtoniana dei cicli cosmici e la letteratura sui viaggi extra-terrestri. In ogni caso, la messe delle ricerche continua a mostrarsi copiosa e densa di spunti originali. Appena uscito \u00c3\u00a8 ad esempio lo splendido libro di Francesco Bausi, <em>Dante fra scienza e sapienza<\/em> (Firenze, Olschki, 2009), incentrato unicamente sull\u00e2\u20ac\u2122esegesi del Canto XII del Paradiso. Dall\u00e2\u20ac\u2122Autore vengono isolati i due nuclei tematici fondamentali del Canto, ossia l\u00e2\u20ac\u2122elogio di San Domenico e la presentazione dei sapienti della seconda ghirlanda, estendendo poi l\u00e2\u20ac\u2122analisi all\u00e2\u20ac\u2122intera compagine del Cielo del Sole, in maniera da ridefinire la peculiarit\u00c3\u00a0 tanto scientifico-culturale quanto artistico-letteraria del poema, inquadrato all\u00e2\u20ac\u2122interno del panorama intellettuale del Basso Evo, delle sue contraddizioni e del suo fascino. Bausi riesce a cogliere appieno la specificit\u00c3\u00a0 della posizione epistemologica di Dante \u00e2\u20ac\u201c che oltrepassa sia la scolastica sia il misticismo \u00e2\u20ac\u201c in particolare nel momento in cui il poeta si appresta a vivere e affrontare la parte conclusiva del suo viaggio ultraterreno. Virgilio, si sa, non \u00c3\u00a8 gi\u00c3\u00a0 pi\u00c3\u00b9 con lui e al poeta resta nella terza cantica la guida salvifica della donna, l\u00e2\u20ac\u2122amata Beatrice. Nel Canto XII Dante ascende al quarto cielo o cielo del Sole, dove si trova la seconda corona degli spiriti sapienti, tra cui San Bonaventura (vv. 1-30); abbiamo quindi il panegirico di San Domenico (vv. 31-105) che viene esaltato assieme a San Francesco, e una riflessione sulla decadenza del francescanesimo (vv. 106-126); ancora con gli spiriti della seconda corona, infine, si chiude il canto (vv. 127-145). Come sempre nel paesaggio umano del Paradiso, il lettore si trova di fronte a poesia dell\u00e2\u20ac\u2122ineffabile. L\u00e2\u20ac\u2122<em>exul immeritus<\/em> crea una realt\u00c3\u00a0 fantastica, in cui dottrina e poesia si mescolano nell\u00e2\u20ac\u2122evocazione visionaria del gaudioso regno. Se la concezione circolare e teocentrica dell\u00e2\u20ac\u2122universo resta di stampo tomistico, non mancano istanze platoniche, specie laddove Dante lascia trasparire la propria teoria dell\u00e2\u20ac\u2122uomo e della storia. E poi quel titolo che, dato da Bausi all\u00e2\u20ac\u2122intero libro, gi\u00c3\u00a0 dice tutto: nel canto XII \u00e2\u20ac\u201c come, del resto, in ognuna delle tre cantiche, in particolare nel Paradiso \u00e2\u20ac\u201c l\u00e2\u20ac\u2122Alighieri si muove tra scienza e sapienza, ossia tra un sapere essenzialistico e metafisico, ontologico e profondamente unitario (la <em>scientia<\/em> dei medievali), che da forma di conoscenza <em>mundana<\/em> (per riprendere qui la terminologia di Boezio) si sa elevare sino alla contemplazione del Divino, e quella <em>sapientia<\/em> che \u00c3\u00a8 come un fiume di luce, da cui tutto deriva e a cui tutto ritorna. In Dante la scienza \u00c3\u00a8 ponte gettato verso l\u00e2\u20ac\u2122eterno. Essa conduce alla sapienza, alla saggezza perenne che riposa sulle ginocchia di Dio, finendo \u00e2\u20ac\u201c in ultima istanza \u00e2\u20ac\u201c per coincidere con Lui stesso. \u00c3\u02c6 l\u00e2\u20ac\u2122utopia del mondo testo di Dio, richiamata dallo stesso Bausi citando Maria Corti, all\u00e2\u20ac\u2122inizio della <em>Premessa<\/em>: sogno ove tutto si tiene insieme, antidoto tanto per le sterminate terre dello scientismo odierno, quanto per il piatto anonimato della realt\u00c3\u00a0 di tutti i giorni. Bausi, tra l\u00e2\u20ac\u2122analisi della <em>Laus Dominici<\/em> con cui principia il libro e le appendici (testuali e no) dell\u00e2\u20ac\u2122ultima parte, riporta il lettore nel mondo di Dante e tra i sapienti del Paradiso. Puntuali chiose\u00c2\u00a0 a specifici luoghi del canto corredano il suo lavoro d\u00e2\u20ac\u2122interpretazione e commento. Si tratta in sintesi di una pubblicazione dotta e ammirevole, della quale davvero si avvertiva la necessit\u00c3\u00a0. Lo studio di Bausi vive di molteplici livelli di lettura, tra loro anche diversi, ma sempre complementari, in grado di squadernare prospettive nuove e stimolanti. Certo, molto dall\u00e2\u20ac\u2122oggetto \u00c3\u00a8 passato, anche sul fronte stilistico e di scrittura, al soggetto, nel senso che l\u00e2\u20ac\u2122amore partecipe per l\u00e2\u20ac\u2122Alighieri vibra, pregnante e denso di echi, tra le pagine di Bausi. Lo si coglie nella dedica, nelle parole poste in epigrafe, nonch\u00c3\u00a9 nello spirito che anima la ricerca e l\u00e2\u20ac\u2122opera dell\u00e2\u20ac\u2122Autore. Ricordandoci, una volta di pi\u00c3\u00b9, l\u00e2\u20ac\u2122immortalit\u00c3\u00a0 del <em>divinus poeta <\/em>toscano e il suo ruolo di simbolo e diffusore della lingua e della cultura italiane. A questi aspetti fece riferimento, scrivendo a Jean Lescure il 12 di luglio 1954, Giuseppe Ungaretti. Il grande poeta italiano ricordava al suo principale traduttore francese che il professor Andr\u00c3\u00a9 P\u00c3\u00a9zard, del Coll\u00c3\u00a8ge de France, aveva da poco ultimato una traduzione della <em>Vita nuova<\/em>. P\u00c3\u00a9zard, tra l\u00e2\u20ac\u2122altro, era allora il presidente, come rammentato da Ungaretti nella sua missiva, della \u00c2\u00abDante Alighieri\u00c2\u00bb, la Societ\u00c3\u00a0 accademico-letteraria fondata a Roma nel 1889, preposta, in nome appunto di Dante, a fare opera di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo. La corrispondenza epistolare tra Ungaretti e Lescure ha visto di recente la luce (<em>Carteggio, 1951-1966<\/em>, Firenze, Olschki, 2010). Tra i temi pi\u00c3\u00b9 ricorrenti nelle loro lettere: la corsa di Ungaretti al Nobel, i successi teatrali della <em>Fedra di Jean Racine<\/em> \u00e2\u20ac\u201c traduzione, come noto, a cura del medesimo Ungaretti \u00e2\u20ac\u201c l\u00e2\u20ac\u2122elaborazione dei testi per <em>Les cinq livres<\/em>, la terza raccolta poetica ungarettiana in francese. Interessante, in appendice, l\u00e2\u20ac\u2122idea di pubblicare un radiodramma di Lescure tradotto da Ungaretti. Un\u00e2\u20ac\u2122edizione da non perdere, solo in apparenza di nicchia e per specialisti; un\u00e2\u20ac\u2122occasione, imperdibile, per entrare nel mondo personale e privato del pi\u00c3\u00b9 grande poeta ermetico italiano.<\/p>\n<p><em>Davide Arecco<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>William Blake mor\u00c3\u00ac leggendo Dante, desideroso anzi di apprendere \u00e2\u20ac\u201c ormai tardi, troppo tardi \u00e2\u20ac\u201c la lingua italiana al fine di potere leggere l\u00e2\u20ac\u2122Alighieri in originale. 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