{"id":79,"date":"2011-05-10T15:08:06","date_gmt":"2011-05-10T15:08:06","guid":{"rendered":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/?p=79"},"modified":"2011-05-10T15:08:06","modified_gmt":"2011-05-10T15:08:06","slug":"libertinismo-tra-arte-storia-e-cultura-cronache-da-un-convegno-genovese","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/arte\/libertinismo-tra-arte-storia-e-cultura-cronache-da-un-convegno-genovese\/","title":{"rendered":"Libertinismo tra arte, storia e cultura: cronache da un convegno genovese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/rochester.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-80\" src=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/rochester-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Si \u00c3\u00a8 svolto a Genova tra il 5 e il 7 maggio 2011 il Convegno <em>Libertinismo erudito e pensiero anticonformista. Genova nell\u00e2\u20ac\u2122Europa del Seicento<\/em>, organizzato dal \u00e2\u20ac\u0153Centro di Studi sulle arti, l\u00e2\u20ac\u2122architettura e la letteratura del Manierismo e del Barocco\u00e2\u20ac\u009d del Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Arti e Spettacolo dell\u00e2\u20ac\u2122Universit\u00c3\u00a0 di Genova, convegno voluto e organizzato da Alberto Beniscelli, Lauro Magnani, Simona Morando e Laura Stagno, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Comunicazione Linguistica e Culturale, con l\u00e2\u20ac\u2122Accademia Ligure di Scienze e Lettere e con l\u00e2\u20ac\u2122Universit\u00c3\u00a0 dell\u00e2\u20ac\u2122Insubria. Un convegno estremamente ben riuscito ed organizzato, accolto da un\u00e2\u20ac\u2122importante risposta di pubblico, che ha proposto numerosi spunti e continui stimoli di discussione tra studiosi di formazione differente, i quali si sono confrontati su un tema condiviso, analizzandolo a trecentosessanta gradi.<br \/>\nSi \u00c3\u00a8 parlato di una cultura alternativa, che si distacca dal consenso della tradizione, in una definizione di \u00e2\u20ac\u0153libertinismo\u00e2\u20ac\u009d che, nel caso della scena italiana, crea alcune difficolt\u00c3\u00a0 nel suo accostamento al <em>libertinage<\/em> d\u00e2\u20ac\u2122oltralpe, proprio per la sua costituzione pi\u00c3\u00b9 sfaccettata ed eterogenea. Una cultura sovversiva dell\u00e2\u20ac\u2122ordine stabilito che attraversa arte, letteratura e scienza e che tenta di sopravvivere in un epoca in cui la libert\u00c3\u00a0 di espressione \u00c3\u00a8 sovente un\u00e2\u20ac\u2122utopia e la difficolt\u00c3\u00a0 per questi personaggi di perseguire le proprie idee (spesso accompagnate da uno stile di vita tutt\u00e2\u20ac\u2122altro che irreprensibile), si scontra con il forte controllo censorio dell\u00e2\u20ac\u2122autorit\u00c3\u00a0 ecclesiastica e del tribunale dell\u00e2\u20ac\u2122Inquisizione, che talora si limita a censurare o correggere le opere sconvenienti (ma \u00c3\u00a8 anche frequente, come notato da Marco Cavarzere, una sorta di autocensura coatta, imposta all\u00e2\u20ac\u2122autore) e talvolta si risolve in definitive condanne a morte. Si sono analizzati alcuni protagonisti, a volte (come nel caso di Rochester, ricordato da Davide Arecco) veri e propri <em>outsider<\/em>, eroi del dissenso, orgogliosamente consapevoli della loro diversit\u00c3\u00a0; pi\u00c3\u00b9 spesso personaggi ambigui, che velano i loro interessi libertini con una vita pubblica tendenzialmente ortodossa.\u00c3\u02c6 l\u00e2\u20ac\u2122esempio del Mascardi (esaminato da Marco Corradini), esponente del rigoroso circolo barberiniano, propenso a moralizzare la letteratura, ma in realt\u00c3\u00a0 a stretto contatto anche con uno dei pi\u00c3\u00b9 grandi bersagli di tale gruppo, ovvero Giambattista Marino; o il caso di Cesare Corte (studiato da Laura Stagno), il cui grande successo artistico &#8211; testimoniato dal suo invito alla corte della Regina Elisabetta &#8211; si conclude in una condanna per il suo coinvolgimento in una cultura proibita, prima come semplice e curioso lettore, poi come autore lui stesso di testi contrari alla morale tradizionale.<br \/>\nUn ruolo centrale \u00c3\u00a8 stato giustamente attribuito a Ferrante Pallavicino, una delle figure pi\u00c3\u00b9 rappresentative di questa cultura, di cui si sono occupati, in interventi anche complementari, Emanuela Bufacchi, Mario Infelise e Roberto de Pol, quest\u00e2\u20ac\u2122ultimo per ci\u00c3\u00b2 che concerne la sua fortuna letteraria in area germanica.<br \/>\nInteressante l\u00e2\u20ac\u2122approccio alla cultura libertina deuteroseicentesca in ambito genovese, con una panoramica, in particolare, su letterati come Aprosio, Frugoni e Gian Paolo Marana, dei quali hanno rispettivamente parlato Franco Vazzoler, Quinto Marini e Filippo D\u00e2\u20ac\u2122Angelo; con una lettura anche su episodi di dissidenza religiosa nel capoluogo ligure, testimoniati dall\u00e2\u20ac\u2122intervento di Don Paolo Fontana.<br \/>\nSi \u00c3\u00a8 analizzata la figura del Grechetto (del quale si \u00c3\u00a8 occupato Lauro Magnani), un artista definito \u00e2\u20ac\u0153filosofo volgare\u00e2\u20ac\u009d, la cui intera attivit\u00c3\u00a0 pu\u00c3\u00b2 essere letta come una sorta di libro aperto, che produce opere dall\u00e2\u20ac\u2122alto contenuto filosofico, aderenti alla controcultura libertina, e l\u00e2\u20ac\u2122eccezionale caso dell\u00e2\u20ac\u2122 enigmatico \u00e2\u20ac\u0153pittore del dissenso\u00e2\u20ac\u009d Alessandro Magnasco, il polemico seguace della pi\u00c3\u00b9 bassa cultura popolare o, invece, portavoce di una committenza aristocratica e sprezzante, che si pasce di se stessa senza ricorrere ad orpelli e <em>status<\/em> <em>symbol<\/em>? Ci\u00c3\u00b2 ha aperto un dibattito di eccezionale interesse tra Fausta Franchini, Lauro Magnani e Andrea Spiriti, che hanno offerto differenti interpretazioni delle opere di una figura di artista tra le pi\u00c3\u00b9 affascinanti, che solleva numerosi interrogativi tuttora irrisolti. Ci si \u00c3\u00a8 chiesti quale committenza richiedono poi opere assolutamente controcorrente come quelle di Magnasco e, in generale, chi sta dietro alla produzione di opere artistiche e letterarie in cos\u00c3\u00ac netto contrasto con l\u00e2\u20ac\u2122ortodossia religiosa e culturale. L\u00e2\u20ac\u2122attivit\u00c3\u00a0 di ricerca si \u00c3\u00a8 svolta, quindi, anche in questa direzione, cercando di analizzare il gusto dei committenti e dei collezionisti coevi, con un\u00e2\u20ac\u2122attenzione particolare per l\u00e2\u20ac\u2122area lombarda (negli interventi di Vittoria Orlandi Balzari, Laura Facchin ed Andrea Spiriti) ed estendendo necessariamente la riflessione anche ai testi, che dovevano tenere conto dell\u00e2\u20ac\u2122apprezzamento del pubblico e del benestare di un editore, disposto ad azzardare la pubblicazione di libri molto pericolosi &#8211; fossero essi di contenuto letterario o scientifico &#8211; con un notevole rischio di messa all\u00e2\u20ac\u2122Indice. Di grande interesse, inoltre, la relazione fuori programma di Maria Clelia Galassi sul pittore anversano Jan Massys, aderente alle idee libertine ed in contatto con le nobili famiglie genovesi dei Balbi, Pallavicino e Di Negro; cos\u00c3\u00ac gli interventi di Maria Rosa Montiani che si \u00c3\u00a8 occupata della cultura ebraica a Genova e delle sue influenze nell\u00e2\u20ac\u2122arte seicentesca e di Piera Ciliberto che ha sviluppato un discorso prettamente iconografico sul tema della melancolia nell\u00e2\u20ac\u2122arte del Grechetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Valentina Borniotto <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00c3\u00a8 svolto a Genova tra il 5 e il 7 maggio 2011 il Convegno Libertinismo erudito e pensiero anticonformista. 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