{"id":68,"date":"2011-03-10T10:34:59","date_gmt":"2011-03-10T10:34:59","guid":{"rendered":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/?p=68"},"modified":"2011-03-10T10:34:59","modified_gmt":"2011-03-10T10:34:59","slug":"meglio-poeta-che-borghese-degas-in-mostra-a-parigi-e-un-critico-d%e2%80%99eccezione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/arte\/meglio-poeta-che-borghese-degas-in-mostra-a-parigi-e-un-critico-d%e2%80%99eccezione\/","title":{"rendered":"Meglio poeta che borghese. Degas in mostra a Parigi e un critico d\u00e2\u20ac\u2122eccezione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Tutti gli scritti pi\u00c3\u00b9 importanti di Filippo de Pisis sulla storia della pittura e delle arti plastiche ferraresi fra cinque e seicento sono stati inizialmente pubblicati su rivista, per poi, in gran parte, circolare come estratti. Analogo discorso va fatto per gli interventi sul contemporaneo (surrealismo, dadaismo, futurismo, metafisica, de Chirico, Carr\u00c3\u00a0, Spadini\u00e2\u20ac\u00a6), assolutamente necessari, oggi, in sede critica, per testare la consistenza e l\u00e2\u20ac\u2122ampiezza della riflessione depisisiana sulle arti. Negli anni della prima guerra mondiale e in quelli immediatamente successivi va collocata la parte pi\u00c3\u00b9 consistente e feconda di questa intensa produzione, che viene accolta sia dai periodici di Ferrara, sia da importanti testate di respiro nazionale, fra le quali \u00c2\u00abLa Diana\u00c2\u00bb, \u00c2\u00abLa Bibliofilia\u00c2\u00bb, \u00c2\u00abLe Pagine\u00c2\u00bb (animata da Nicola Moscardelli, che aveva tentato di promuovere gli scritti di de Pisis presso Tristan Tzara), \u00c2\u00abAvanscoperta\u00c2\u00bb, \u00c2\u00abYoga\u00c2\u00bb (fondata a Fiume da Comisso e in stretto dialogo con l\u00e2\u20ac\u2122avanguardia metafisica), \u00c2\u00abValori Plastici\u00c2\u00bb, \u00c2\u00abLa Riviera Ligure\u00c2\u00bb di Mario Novaro. Con gli anni trenta, i contributi di de Pisis si estenderanno a testate di maggiore diffusione, permettendo di consolidare l\u00e2\u20ac\u2122immagine dell\u00e2\u20ac\u2122artista completo, capace non solo di \u00e2\u20ac\u0153fare\u00e2\u20ac\u009d arte, ma anche di definire un palinsensto teorico complementare alla pratica dell\u00e2\u20ac\u2122artista visivo. Inoltre, emerge gradualmente il profilo di un intellettuale antiaccademico, eclettico e brillante, chiamato a intervenire con autorevolezza, acume e sensibilit\u00c3\u00a0, su questioni artistiche di interesse generale (se non proprio di attualit\u00c3\u00a0), a vantaggio di un pubblico pi\u00c3\u00b9 ampio. Porter\u00c3\u00b2 qui un piccolo esempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>De Pisis\/Degas<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel marzo 1937, de Pisis visita la bella mostra che l\u00e2\u20ac\u2122<em>Orangerie<\/em> di Parigi dedica a Degas. La recensione che ne scaturisce non si limita a fotografare l\u00e2\u20ac\u2122evento, n\u00c3\u00a9 si appunta su questioni di ordine espositivo che avrebbero suscitato ben poca curiosit\u00c3\u00a0 nel pubblico, ma riflette ad ampio raggio sull\u00e2\u20ac\u2122arte di Degas, condividendo con il lettore il gusto di una critica piacevolmente priva di rigore, profonda e coinvolgente, come pu\u00c3\u00b2 esserla quella esercitata dall\u00e2\u20ac\u2122autentico <em>conoscitore<\/em>. Degas \u00e2\u20ac\u201c afferma de Pisis \u00e2\u20ac\u201c rispondeva al tipo dell\u00e2\u20ac\u2122artista che la mentalit\u00c3\u00a0 borghese del tardo ottocento aveva generato e che i borghesi parigini amavano vedere in casa loro. La sua pittura possiede una certa<em> brutalit\u00c3\u00a0 verista<\/em>, che, tuttavia, \u00c3\u00a8 ampiamente compensata \u00c2\u00abdal carattere di solidit\u00c3\u00a0 del disegno, nel senso pi\u00c3\u00b9 comune, da una specie di residuo se non proprio di cattivo gusto, certo di banalit\u00c3\u00a0 e di simpatia ai modi pompieristici e alle <em>grazie<\/em> ottocentesche\u00c2\u00bb. In Degas coesistono due atteggiamenti, esiti, fondamentalmente, di un compromesso: da un lato, c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 la compiacenza \u00c2\u00abverso modi che inquinano l\u00e2\u20ac\u2122arte di contemporanei che pur furono dotati (tipo Roybet o Bonnat, o Puvis de Chavarnes [<em>sic<\/em>])\u00c2\u00bb; dall\u00e2\u20ac\u2122altro, vi sono \u00c2\u00abaccenti squisiti di vera poesia, vigore, irrequietezza, ricerca del prezioso e del raro (specie nella composizione)\u00c2\u00bb, tanto \u00c2\u00abda avvicinarlo al canto di Corot, al \u00e2\u20ac\u0153drammatico\u00e2\u20ac\u009d (nel senso migliore), di Courbet, alla forza scontrosa di Delacroix e alla magica <em>racinienne clart\u00c3\u00a9<\/em> di Ingres\u00c2\u00bb. De Pisis critica la \u00c2\u00abpesantezza nel tratto\u00c2\u00bb che caratterizza buona parte della produzione grafica e che deprime la vivacit\u00c3\u00a0 espressiva del segno, recuperata solo tardivamente: \u00c2\u00abSpesso i suoi disegni e talora i suoi quadri sentono troppo o la luce piovente dall\u00e2\u20ac\u2122alto e il tanfo dell\u00e2\u20ac\u2122<em>atelier<\/em> e tutte le miscerie dell\u00e2\u20ac\u2122<em>artiste-peintre <\/em>o una sorta di schiavit\u00c3\u00b9 del vero (quei professori di ballo in giacchetta di <em>alpagas<\/em> e occhiali, quei <em>ma\u00c3\u00aetres<\/em> parrucchieri e callisti con scatolette di <em>necessaires<\/em>) che si riscatta solo a forza di talento pittorico, ma guai se il colore diventa sordo e nero, guai se il genio non sostiene l\u00e2\u20ac\u2122artista in un felice <em>taglio<\/em>\u00c2\u00bb. Meglio il pastello, che rende il tutto pi\u00c3\u00b9 fresco e trasparente, anche se \u00c3\u00a8 meno agile e moderno, meno \u00e2\u20ac\u0153impressionista\u00e2\u20ac\u009d dell\u00e2\u20ac\u2122irraggiungibile Manet. Dove trovare, allora, il miglior Degas? Senz\u00e2\u20ac\u2122altro, laddove emergono naturalezza, spontaneit\u00c3\u00a0, desiderio, sensualit\u00c3\u00a0, ambiguit\u00c3\u00a0. \u00c3\u02c6 inevitabile percepire la scioltezza con la quale de Pisis spoglia Degas, liberandolo dai compromessi della cultura borghese e incitandolo ad afferrare quella <em>poesia dei sensi<\/em> che rappresenta la qualit\u00c3\u00a0 intrinseca, profonda, di una vera opera d\u00e2\u20ac\u2122arte: \u00c2\u00abCerto che quando in Degas alle solide doti del pittore si aggiunge un po\u00e2\u20ac\u2122 di mistero e di sogno, quando egli trasporta le sue ballerine, studiate con un realismo accanito, fuori dalle quinte in ridotti, dove le ombre e le luci creano paesi fantasiosi (una gonna spumeggiante e una linea orizzontale azzurra o un tono caldo del piancito ci faranno pensare davvero alla spiaggia e al mare) quando il pittore sapr\u00c3\u00a0 circondare una delle sue creature predilette di un\u00e2\u20ac\u2122aria vibrante di volutt\u00c3\u00a0 (la bionda taciturna, la bruna <em>grisette<\/em> che sente adorata la sua livida carne scoperta e posata \u00e2\u20ac\u0153<em>\u00c3\u00a0 cinquante sous a l\u00e2\u20ac\u2122heure<\/em>\u00e2\u20ac\u009d diventano una specie di Ofelia, una cara sognatrice negletta) quando in Degas il borghese mette a nudo la sua anima di poeta abbiamo dei capolavori\u00c2\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Bibliografia di riferimento<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Filippo de Pisis, <em>Una mostra di Degas<\/em>, in \u00c2\u00abMeridiano di Roma\u00c2\u00bb, II, 14, 4 aprile 1937, p. 5. Filippo de Pisis, <em>Prose<\/em>, Ferrara, A. Taddei &amp; Figli editori, 1920; <em>\u00c2\u00abValori Plastici\u00c2\u00bb 1918-22<\/em>, Torino, Einaudi, 1981; <em>Filippo de Pisis pubblicista. Le collaborazioni ai giornali ferraresi (1915-1927)<\/em>, a cura di Lucio Scardino, Ferrara, Liberty House, 1997; <em>Valori Plastici<\/em>, Milano, Skira, 1998; Andrea Sisti, <em>Londra di de Pisis<\/em>, con una nota di Franco Arato, Novi Ligure, Citt\u00c3\u00a0 del silenzio, 2009.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Andrea Sisti (andrea.sisti@cittadelsilenzio.it)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti gli scritti pi\u00c3\u00b9 importanti di Filippo de Pisis sulla storia della pittura e delle arti plastiche ferraresi fra cinque e seicento sono stati inizialmente pubblicati su rivista, per poi, in gran parte, circolare come estratti. 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