{"id":59,"date":"2011-01-23T19:19:55","date_gmt":"2011-01-23T19:19:55","guid":{"rendered":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/?p=59"},"modified":"2011-01-23T19:29:39","modified_gmt":"2011-01-23T19:29:39","slug":"a-genova-in-mostra-l%e2%80%99anime-di-una-generazione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/arte\/a-genova-in-mostra-l%e2%80%99anime-di-una-generazione\/","title":{"rendered":"A Genova in mostra l\u00e2\u20ac\u2122anime di una generazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ape-maia112.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-60\" src=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ape-maia112-300x221.jpg\" alt=\"\" width=\"245\" height=\"180\" srcset=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ape-maia112-300x221.jpg 300w, http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ape-maia112.jpg 449w\" sizes=\"(max-width: 245px) 100vw, 245px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quelli della mia generazione, quelli nati all\u00e2\u20ac\u2122inizio dei Settanta, sono stati gli ultimi a rapportarsi con una tv generalista concretamente ed evidentemente \u00e2\u20ac\u0153pubblica\u00e2\u20ac\u009d, i cui palinsesti venivano compilati senza prescindere dalla qualit\u00c3\u00a0 del messaggio e dalla necessit\u00c3\u00a0 che lo stesso esercitasse, con reale efficacia, la propria funzione formativa. Almeno da questo punto di vista, possiamo dunque ritenerci fortunati, perch\u00c3\u00a9, oltre ad aver coltivato la sana abitudine del leggere e ad aver imparato il corretto esprimersi attraverso la scrittura, siamo anche cresciuti con una \u00e2\u20ac\u0153buona\u00e2\u20ac\u009d tv, con una tv rispettosa, della quale i nostri genitori potevano fidarsi. E \u00e2\u20ac\u201c badate \u00e2\u20ac\u201c mi riferisco non solo al servizio pubblico, ma anche al giovane e ambizioso concorrente privato, che, allora, non si era ancora imposto come <em>ma\u00c8\u2039tre du bon go\u00c8\u2014t<\/em> e come ipnotico <em>opinion leader<\/em>. Insomma, saranno pure carini e disoccupati, precari e scoraggiati, senza ambizioni e con meno diritti, ma quelli come me, quelli nati all\u00e2\u20ac\u2122inizio dei Settanta, hanno avuto il privilegio di godersi \u00e2\u20ac\u201c soli, in santa pace, stravaccati sul pelosissimo tappeto di lana tinta, davanti al Mivar in bianco e nero \u00e2\u20ac\u201c le interminabili avventure di Lupin III, dell\u00e2\u20ac\u2122Ape Maya, di Capitan Harlock, di Jeeg, di Mazinga e di tanti altri personaggi ai quali lo sforzo produttivo delle grandi case giapponesi e il lavoro di autori leggendari (da Tadao Nagahama a Osamu Dezaki, da Go Nagai al notissimo Hayao Miyazaki, pluripremiata firma de <em>La citt\u00c3\u00a0 incantata<\/em>) davano quotidianamente vita nelle loro case. Il mondo dell\u00e2\u20ac\u2122anime \u00c3\u00a8 ora oggetto di una mostra imperdibile, organizzata dall\u00e2\u20ac\u2122Assessorato alla Cultura della Provincia di Genova nelle prestigiose sale dell\u00e2\u20ac\u2122Accademia Ligustica: <em>Animeide. Il viaggio per la creazione dell\u00e2\u20ac\u2122anime. Rassegna di tavole originali (rodovetri) e materiali sul mondo del cartoon nipponico<\/em>, Genova, Accademia Ligustica di Belle Arti, largo Pertini 4, fino al 27 gennaio, ingresso libero, catalogo Microart\u00e2\u20ac\u2122s Recco. Negli ultimi trent\u00e2\u20ac\u2122anni, l\u00e2\u20ac\u2122industria del cartone animato giapponese ha avuto diversi meriti: ha prestato il proprio originale linguaggio all\u00e2\u20ac\u2122estetica del cinema d\u00e2\u20ac\u2122animazione; ha lanciato validi disegnatori, scrittori e musicisti; ha avvicinato masse di giovani occidentali ad alcuni aspetti del costume nipponico; ha investito su sceneggiature che rafforzavano non poco la conoscenza della storia e della letteratura europee in Giappone; ha creato le condizioni (di mercato, soprattutto) affinch\u00c3\u00a8 si concretizzassero pionieristiche collaborazioni internazionali, come nel caso della fortunata coproduzione TMS\/RAI, su idea del nostro Studio Pagot, del bellissimo cartone <em>Meitantei Holmes<\/em> (<em>Il fiuto di Sherloock Holmes<\/em>, 1984), diretto da Hayao Miyazaki e Kyosuke Mikuriya. Oltre all\u00e2\u20ac\u2122emozione di ritrovare i volti familiari che hanno accompagnato la mia generazione nei suoi anni migliori, alimentandone l\u00e2\u20ac\u2122immaginario e, talvolta, assecondandone le vocazioni (chi non si precipitava a trotterellare, eccitatissimo, in cortile, dopo aver visto le prodezze degli acrobatici Holly e Benji?), <em>Animeide<\/em> offre un\u00e2\u20ac\u2122opportunit\u00c3\u00a0 davvero rara: quella di osservare \u00e2\u20ac\u201c fase dopo fase \u00e2\u20ac\u201c l\u00e2\u20ac\u2122intero processo di realizzazione del <em>cartoon<\/em> classico giapponese, lavoro pi\u00c3\u00b9 complesso e artigianale di quanto possa immaginare l\u00e2\u20ac\u2122ipertecnologico spettatore di oggi. La rassegna dei magnifici rodovetri, relativi a tutti i personaggi comparsi sugli schermi italiani a partire dalla fine degli anni Settanta, \u00c3\u00a8 articolata in sei categorie (avventura, fantascienza, fantasy, poliziesco, story, lavori da Osamu Tezuka, lavori dello Studio Ghibli) ed \u00c3\u00a8 utilmente affiancata da un\u00e2\u20ac\u2122esposizione di libri, oggetti e giocattoli ispirati alle storie realizzate. Mentre esamino con sguardo rapito i coloratissimi lucidi alle pareti e ricompongo, piano piano, volti, storie, voci, frammenti di felicit\u00c3\u00a0 sepolti, un bambino mi fissa incuriosito, forse incredulo. Eh s\u00c3\u00ac: il fortunato, almeno per questa volta, sono io\u00e2\u20ac\u00a6<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Andrea Sisti<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quelli della mia generazione, quelli nati all\u00e2\u20ac\u2122inizio dei Settanta, sono stati gli ultimi a rapportarsi con una tv generalista concretamente ed evidentemente \u00e2\u20ac\u0153pubblica\u00e2\u20ac\u009d, i cui palinsesti venivano compilati senza prescindere dalla qualit\u00c3\u00a0 del messaggio e dalla necessit\u00c3\u00a0 che lo stesso esercitasse, con reale efficacia, la propria funzione formativa. 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