{"id":15,"date":"2010-08-15T00:32:28","date_gmt":"2010-08-15T00:32:28","guid":{"rendered":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/?p=15"},"modified":"2010-10-27T20:05:59","modified_gmt":"2010-10-27T20:05:59","slug":"minima-americana1-lo-scienziato-il-regista-e-la-scimmia-il-magnifico-scherzo-monkey-business-1952","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/spettacolo\/minima-americana1-lo-scienziato-il-regista-e-la-scimmia-il-magnifico-scherzo-monkey-business-1952\/","title":{"rendered":"Minima Americana\/1 Lo scienziato, il regista e la scimmia: Il magnifico scherzo (Monkey Business, 1952)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">L\u00e2\u20ac\u2122aurea et\u00c3\u00a0 della commedia hollywoodiana contava fra i suoi creatori anche un coriaceo cineasta di piloti automobilistici, di gangsters e di avventurieri, un duro nella professione e nella vita (avventurosa non meno di quelle che costruiva nei set) che rispondeva al nome di Howard W. Hawks; gli anni \u00e2\u20ac\u212230 dei McCarey, Sternberg, Capra <strong>suggellavano la felice unione della sophisticated comedy con gli altri gi\u00c3\u00a0 consolidati \u00e2\u20ac\u0153generi\u00e2\u20ac\u009d del cinema americano classico<\/strong> e ne stabilivano la contiguit\u00c3\u00a0 con il filone della screwball, di cui Susanna (Bringing Up Baby, 1938), proprio di Hawks, \u00c3\u00a8 uno degli esempi pi\u00c3\u00b9 smaglianti e teorici.<br \/>\nGuido Fink, nel capitolo che dedica, all\u00e2\u20ac\u2122interno della recente Storia del cinema mondiale di Einaudi, alla commedia hollywoodiana, ricorda che \u00c2\u00abla grande stagione della \u00e2\u20ac\u02dcscrewball\u00e2\u20ac\u2122, la commedia cinematografica americana felicemente nonsensical fiorita soprattutto negli anni trenta, si lega per molti aspetti [&#8230;] all\u00e2\u20ac\u2122eredit\u00c3\u00a0 del cinema comico muto ivi compresi capitomboli e torte in faccia. E si basa appunto in gran parte sul piacere &#8211; forse non proprio sadico, ma non sempre partecipe e solidale &#8211; che lo spettatore prova di fronte alle disavventure e alle continue umiliazioni del personaggio\u00c2\u00bb1.<br \/>\nPer quanto riguarda Hawks, il vertice espressivo di Susanna rest\u00c3\u00b2 ineguagliato, un archetipo di genere non pi\u00c3\u00b9 superato nemmeno da lui stesso; <strong>la commedia rimase, in ogni caso, un \u00e2\u20ac\u0153modus\u00e2\u20ac\u009d privilegiato dal regista per tutti gli anni a venire<\/strong>, che iniettava nei suoi drammi d\u00e2\u20ac\u2122azione come nei capolavori western.<br \/>\nIl magnifico scherzo (1952), il cui titolo originale riecheggia, forse omaggiandola, l\u00e2\u20ac\u2122epoca comica dei fratelli Marx, scaturisce intanto da una diversa atmosfera storica e sociale, tassello non di certo irrilevante nella genesi di un\u00e2\u20ac\u2122opera: se il gi\u00c3\u00a0 citato G. Fink ricorda come la screwball sia \u00c2\u00abuna risposta mistificata alla crisi economica, in quanto ci propone una ricomposizione di tutto ci\u00c3\u00b2 che la crisi aveva frantumato e diviso\u00c2\u00bb2, il Monkey Business hawksiano, nel suo mostrarsi pi\u00c3\u00b9 divertissement di quel che \u00c3\u00a8, nel suo svolazzare d\u00e2\u20ac\u2122oggetto curioso nella filmografia del regista, <strong>restituisce il senso del felice ottimismo americano post-bellico, della sua prosperit\u00c3\u00a0 industriale, facendo galleggiare nella naivet\u00c3\u00a9 anni \u00e2\u20ac\u212250 paure chimiche da guerra fredda<\/strong>.<br \/>\nLa fisionomia screwball del cast \u00c3\u00a8 definita tanto dalla svagatezza pasticciona dello scienziato Barnaby Fulton\/Cary Grant (che praticamente rif\u00c3\u00a0 il paleontologo occhialuto di Susanna), quanto dalla buffa compartecipazione della moglie Edwina\/Ginger Rogers e dalla segretaria lolitesca di Marilyn Monroe; e la vicenda \u00c3\u00a8 un meccanismo umoristico perfetto, vigilato da numi della scuola americana della sceneggiatura quali erano Ben Hecht, I.A.L. Diamond e Charles Lederer: ma il gioco hawksiano s\u00e2\u20ac\u2122impreziosisce nel surplus di una significanza particolare.<br \/>\nLa scimmia-primate di Hawks, oltre ad assolvere a una funzione comica basilare di partner-spalla del protagonista, pianifica il discorso burlesco, satirico &#8211; e, soprattutto, esorcistico &#8211; della formula chimica prodigiosa e misteriosa, antidoto epicureo a fobie sommerse verso alchimie di tipo nucleare ripartendo dal senso dello scimpanz\u00c3\u00a9 keatoniano de Il cameraman (The cameraman, 1928): il primate nel cinema, in definitiva, nello scompaginare la realt\u00c3\u00a0 ordinata (?) dell\u00e2\u20ac\u2122uomo (dello scienziato e del regista) <strong>realizza il lavoro prometeico di operatore del destino<\/strong> e cos\u00c3\u00ac il suo senso di figura\/anello mancante nel farsi del Cinema. Cos\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 poi il catalizzatore di questa commedia classica? Un liquido dalla consistenza segreta (in fondo, come il Cinema e le sue emulsioni), incolore, insapore e con la trasparenza e la rarefazione della classicit\u00c3\u00a0 hawksiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1. Guido Fink, <em>\u00e2\u20ac\u0153Gaio e tragico! Breve e interminabile!\u00e2\u20ac\u009d Le frontiere della commedia<\/em>, in <em>Storia del cinema mondiale. 2. Gli Stati Uniti<\/em>. Torino, Einaudi, 2000, p. 1019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2. <em>Ibidem<\/em>, p. 1020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p><em>Scheda filmografica<\/em><br \/>\nRegia: Howard Hawks; sceneggiatura: Ben Hecht, I.A.L. Diamond, Charles Lederer, da un soggetto di Harry Segall; fotografia: Milton Krasner; musica: Leigh Harline; scenografia: Lyle Wheeler, George Patrick; montaggio: William B. Murphy; interpreti: Cary Grant (prof. Barnaby Fulton), Ginger Rogers (Edwina Fulton), Charle Coburn (Oliver Oxly), Marilyn Monroe (Lois Laurel), Hugh Marlowe (Hank Entwhistle), Henry Letondal (dott. Siegfried Kitzel); produzione: Sol. C. Siegel per 20Century-Fox; durata: 97 min.; distribuzione: 20Century-Fox; anno: 1952.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u00e2\u20ac\u2122aurea et\u00c3\u00a0 della commedia hollywoodiana contava fra i suoi creatori anche un coriaceo cineasta di piloti automobilistici, di gangsters e di avventurieri, un duro nella professione e nella vita (avventurosa non meno di quelle che costruiva nei set) che rispondeva al nome di Howard W. 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