{"id":130,"date":"2012-01-29T17:39:57","date_gmt":"2012-01-29T17:39:57","guid":{"rendered":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/?p=130"},"modified":"2012-01-29T17:41:30","modified_gmt":"2012-01-29T17:41:30","slug":"voltaire-spinoza-e-l%e2%80%99illuminismo-radicale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/letteratura\/voltaire-spinoza-e-l%e2%80%99illuminismo-radicale\/","title":{"rendered":"Voltaire, Spinoza e l\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo radicale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Il-Newton-di-Blake.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-thumbnail wp-image-132\" src=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Il-Newton-di-Blake-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il 20 febbraio 1929, scrivendo a Frank Belknap Long, un grande ammiratore della scienza chimica, fisica e astronomica del Sei-Settecento come Howard Phillips Lovecraft afferm\u00c3\u00b2 che: \u00c2\u00absolo le menti pi\u00c3\u00b9 evolute di un popolo di filosofi, come i Greci, furono capaci, in una fase in cui mancavano e i metodi e gli strumenti di ricerca scientifici, di fare un po\u00e2\u20ac\u2122 di luce e di coltivare quella scuola della filosofia atomistica, di cui Leucippo e Democrito, Epicuro e Lucrezio (a Roma) furono i massimi esponenti. Dopo Roma, il buio \u00e2\u20ac\u201c e dopo il Rinascimento, una debole ripresa. Quindi, gli albori della scienza e il risveglio del razionalismo \u00e2\u20ac\u201c quello imperfetto, esitante, insicuro, del diciottesimo secolo \u00e2\u20ac\u201c l\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0 degli enciclopedisti francesi e dei deisti inglesi \u00e2\u20ac\u201c di Gibbon, Hume, Swift, Lord Bolingbroke, Thomas Jefferson e Thomas Paine\u00c2\u00bb (H.P. Lovecraft, <em>L\u00e2\u20ac\u2122orrore della realt\u00c3\u00a0<\/em>, a cura di G. de Turris-S. Fusco, Roma, 2007, pp. 110-111).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, il deismo di cui parlava Lovecraft \u00e2\u20ac\u201c innamorato del Settecento, in particolare inglese \u00e2\u20ac\u201c viene studiato e ricordato, tutto sommato, da pochi, raramente poi in rapporto al presente. Un\u00e2\u20ac\u2122eccezione \u00c3\u00a8 rappresentata da Jonathan Israel, docente di Storia moderna all\u00e2\u20ac\u2122Institute for Advanced Study, presso l\u00e2\u20ac\u2122Universit\u00c3\u00a0 di Princeton, in procinto di terminare la sua monumentale storia dei Lumi radicali, i cui primi due tomi (<em>Radical Enlightenment<\/em> ed <em>Enlightenment Contested<\/em>) sono gi\u00c3\u00a0 apparsi. Ha osservato Israel che democrazia, libert\u00c3\u00a0 di pensiero e di parola, tolleranza religiosa, libert\u00c3\u00a0 individuale, auto-determinazione dei popoli, pari equit\u00c3\u00a0 di sesso e razza sono valori divenuti tali storicamente \u00e2\u20ac\u201c e non senza drammi e sofferenze \u00e2\u20ac\u201c solidamente entrati a far parte del pensiero dominante, da quando sono stati esplicitati nella Dichiarazione universale dei diritti dell\u00e2\u20ac\u2122uomo (1948). Si tratta di ideali che non paiono oggigiorno pi\u00c3\u00b9 radicali, ma solo poich\u00c3\u00a9 vi siamo abituati. In realt\u00c3\u00a0 la loro origine \u00e2\u20ac\u201c come del resto certa storiografia ha riconosciuto, anche prima di Israel \u00e2\u20ac\u201c fu veramente radicale. Nel suo libro, pubblicato nel 2009 e tradotto ora da Einaudi, col titolo <em>Una rivoluzione della mente. L\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo radicale e le origini intellettuali della democrazia moderna<\/em>, Israel, ormai uno dei maggiori storici che si sono dedicati al tema, rintraccia le radici filosofiche delle succitate idee nella corrente storica da lui denominata \u00e2\u20ac\u201c peraltro con precedenti illustri, come quello di Margaret Candee Jacob (1981) \u00e2\u20ac\u201c Illuminismo radicale, sviluppatosi, in tutta Europa, in seno a quella che Paul Hazard defin\u00c3\u00ac \u00c2\u00abla crisi della coscienza europea\u00c2\u00bb, tra XVII e XVIII secolo. Sorto come movimento clandestino \u00e2\u20ac\u201c di uomini, di libri e d\u00e2\u20ac\u2122idee \u00e2\u20ac\u201c in Olanda, Gran Bretagna e Francia, l\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo radicale matur\u00c3\u00b2 secondo Israel in contrasto con l\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo moderato, corrente dominante negli Stati europei e in America lungo il Settecento. A parere di Israel, l\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo radicale riusc\u00c3\u00ac allo scoperto durante gli anni Settanta, Ottanta e Novanta del secolo XVIII, quando provoc\u00c3\u00b2 una vasta e tenace serie di risposte da parte di istituti monarchici, gerarchie nobiliari, sistemi imperiali e gruppi sociali ecclesiastici, in difesa della censura sulla stampa, dell\u00e2\u20ac\u2122autorit\u00c3\u00a0 della Chiesa, della disuguaglianza politica, nonch\u00c3\u00a9 della vecchia discriminazione religiosa. Israel ha raccontato questa storia, affascinante e contraddittoria, rivelando e sottolineando quella che a suo dire \u00c3\u00a8 la sorprendente originalit\u00c3\u00a0 dei nostri valori fondamentali, non senza affrontare le motivazioni profonde della disapprovazione di cui sono stati fatti e talvolta sono ancora oggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u00e2\u20ac\u2122interpretazione fornita da Israel pu\u00c3\u00b2 reggere se si resta sul piano di una filosofia della storia. Se si passa da questo alla storia reale, molte sue argomentazioni cadono inesorabilmente. Soltanto alcuni esempi, scelti tra i molti che si potrebbero qui addurre. Intanto, una separazione troppo netta tra lo spirito radicale dei Lumi e quello moderato appare eccessivamente dicotomica, manichea, riduttiva, semplicistica; in una parola: anti-storica. Proprio durante il XVIII secolo, l\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo moderato e quello pi\u00c3\u00b9 radicale hanno sovente interagito, sovrapponendo i propri piani, combattendo battaglie a volte molto simili. Si sono insomma intersecati e hanno visto intrecciati i propri piani d\u00e2\u20ac\u2122azione sotto molti aspetti. Istituire una separazione preconcetta tra i due non regge se non sulla carta d\u00e2\u20ac\u2122una storia a tesi, mancando ad essa le conferme empiriche. Si prendano in considerazione proprio personaggi paradigmatici come Spinoza e Voltaire. A partire da loro due, Israel individua nell\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo una dualit\u00c3\u00a0 di sistemi filosofici di base. A parte il fatto che il secolo dei Lumi non \u00c3\u00a8 stato certo un\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0 di grandi sistemazioni teorico-metafisiche \u00e2\u20ac\u201c anzi, semmai l\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 stato l\u00e2\u20ac\u2122Ottocento \u00e2\u20ac\u201c non si pu\u00c3\u00b2 negare che Spinoza (peraltro, non vissuto nel Settecento) abbia rappresentato la principale fonte ispiratrice del radicalismo illuminista. Tuttavia, anche Voltaire \u00e2\u20ac\u201c scaltro e opportunista \u00e2\u20ac\u201c per una buona parte della sua vita (soprattutto nella prima met\u00c3\u00a0, ma non solo) fu un <em>philosophe<\/em> militante, muovendosi proprio su quel territorio di confine tra Lumi moderati e Lumi radicali, che Israel ha preteso a tutti i costi di interpretare in termini di cesura e divaricazione netta. Certo, con Voltaire, i Lumi non si colorarono mai di quelle tinte democratiche che Israel, un po\u00e2\u20ac\u2122 forzatamente, vuol cercare e trovare nelle pieghe del pensiero settecentesco. Con Voltaire, indubbiamente, l\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo rimase una cultura d\u00e2\u20ac\u2122<em>elite<\/em>, e tuttavia proprio questo aspetto lo preserv\u00c3\u00b2 dalle derive sanguinarie a cui, in nome dell\u00e2\u20ac\u2122eguaglianza e della democrazia pi\u00c3\u00b9 complete, and\u00c3\u00b2 incontro il giacobinismo, durante il Terrore robespierrista (B. Fay, <em>La grande r\u00c3\u00a9volution, 1715-1815<\/em>, Paris, 1959; F. Furet \u00e2\u20ac\u201c D. Richet, <em>La rivoluzione francese<\/em>, Bari, 1974, pp. 301-305; J. Tulard, <em>Dizionario storico della rivoluzione francese<\/em>, Firenze, 1989).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per Israel \u00e2\u20ac\u201c non solo in questo libro, ma anche nelle sue due opere maggiori precedenti \u00e2\u20ac\u201c \u00c3\u00a8 il caso di dire che Spinoza <em>imperat<\/em>. Anche accettando la sopravvalutazione forse eccessiva che di Spinoza fa Israel, ci si pu\u00c3\u00b2 domandare quale Spinoza. In effetti, il XVIII secolo ha conosciuto molti spinozismi e diversi spinozisti. Non sempre, tuttavia, il loro radicalismo ha sposato soluzioni politiche di segno democratico. A conti fatti e a ben guardare, quasi mai. Cripto-spinoziano <em>in pectore<\/em> fu il napoletano di origine Bernardo Andrea Lama (morto nel 1760), seguace di Newton, autore di una manoscritta <em>Histoire de la Maison de Savoye<\/em>, spirito larvatamente radicale, che per\u00c3\u00b2 oper\u00c3\u00b2 proficuamente in una dimensione assolutistica, come quella del Piemonte amedeano, nel primo Settecento: in un contesto monarchico e moderato \u00e2\u20ac\u201c anzi, conservatore \u00e2\u20ac\u201c Lama fu tra coloro che portarono avanti, in accordo con il re e la sua corte, un programma di svecchiamento e laicizzazione della cultura, riformando in particolare i quadri della vita universitaria. Con Lama, dunque, Illuminismo radicale e strutture di Antico Regime si trovarono a convivere. Un discorso non dissimile pu\u00c3\u00b2 essere fatto per un ambiente che Lama frequent\u00c3\u00b2, quello della Vienna coeva. Nella capitale austriaca, a inizio Settecento, cerchie come quella del principe e condottiero di eserciti Eugenio di Savoia \u00e2\u20ac\u201c cugino, tra l\u00e2\u20ac\u2122altro, di Vittorio Amedeo II \u00e2\u20ac\u201c favorirono la penetrazione e circolazione d\u00e2\u20ac\u2122idee spinoziane, ermetiche e bruniane. Lo spazio rimase naturalmente quello del Sacro Romano Impero e della dinastia asburgica: aristocratici libertini come Eugenio e il barone di Hohendorf diedero asilo a panteisti, massoni, radicali di varia estrazione politica (anche filo-repubblicana, come nel caso di Toland). Come Lama e a contatto con lui, pure il maggior esponente della storiografia di marca spinozista della nostra penisola, Giannone, risiedette in Austria per un certo periodo, senz\u00e2\u20ac\u2122altro quello pi\u00c3\u00b9 felice della sua esistenza. Proprio nel cuore dell\u00e2\u20ac\u2122Impero e dei suoi fermenti intellettuali, lo scrittore partenopeo tent\u00c3\u00b2 una difficile sintesi di spinozismo e newtonianesimo, cio\u00c3\u00a8 di Illuminismo radicale e di Illuminismo moderato. Tra i due si mosse, in Francia, pure Henry de Boulainvilliers (1658-1722). Anche con lui, una filosofia della natura d\u00e2\u20ac\u2122impronta spinoziana e un radicalismo dall\u00e2\u20ac\u2122ascendenza libertina ed erudita si acclimatarono entro un <em>milieu<\/em> aristocratico e nobiliare, lo stesso di cui si vantava, in quegli anni, Montesquieu (S. Brogi, <em>Il cerchio dell\u00e2\u20ac\u2122universo<\/em>, Firenze, 1993). In Boulainvilliers, significativamente, si ritrova la commistione di deismo e interessi esoterici (nel suo caso per l\u00e2\u20ac\u2122astrologia) che caratterizza la Vienna di Eugenio, Giannone e Toland, unitamente a una caratteristica e condivisa ripresa d\u00e2\u20ac\u2122interessi \u00e2\u20ac\u201c alle spalle ancora Spinoza, ma altres\u00c3\u00ac Bayle \u00e2\u20ac\u201c verso i temi teologici della storia sacra e della rivelazione religiosa (D. Venturino, <em>Le ragioni della tradizione. Nobilt\u00c3\u00a0 e mondo moderno in Boulainvilliers<\/em>, Firenze, 1993).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Agli studi di esegesi biblica si rivolse, privatamente, anche Newton, eletto insieme a Locke a nume tutelare dei Lumi europei. Anche in Newton rinveniamo \u00e2\u20ac\u201c confrontando manoscritti, lettere e opere edite \u00e2\u20ac\u201c una controversa commistione di conservatorismo moderato e di istanze pi\u00c3\u00b9 radicali. Il fisico inglese mise la propria scienza, gravitazionale, al servizio della Chiesa anglicana e dei suoi quadri, sottoscrivendo e incoraggiando l\u00e2\u20ac\u2122opera di contrasto che latitudinari e <em>Boyle Lecturers<\/em> stavano allora portando avanti contro spinozisti, lucreziani, atei, materialisti e <em>free-thinkers<\/em> radicali. Il carteggio di Newton e Bentley (1692-1693) lo attesta appieno e senza dubbi di sorta. Eppure, Newton manifest\u00c3\u00b2 nelle carte private convinzioni cristologiche decisamente eretiche ed eterodosse. Inoltre \u00e2\u20ac\u201c e prima e dopo la sua morte (1727) \u00e2\u20ac\u201c il newtonianesimo si present\u00c3\u00b2, nella cultura europea, strettamente legato al deismo, anche per l\u00e2\u20ac\u2122azione di Voltaire, tra Parigi e la Svizzera, e dei Liberi Muratori radicali nelle logge olandesi. A proposito di Newton, quindi, si pu\u00c3\u00b2 forse affermare che la scienza fece da ponte, se non da fattore di unione, tra radicalismo religioso e moderazione politica (durante la Rivoluzione Gloriosa Newton parteggi\u00c3\u00b2 apertamente per la causa <em>whig<\/em>, per divenire poi pi\u00c3\u00b9 conservatore sotto il regno di Anna, quando fu un intimo amico di astronomi e matematici <em>tories<\/em> come lo scozzese David Gregory). In Newton come in molti altri degli uomini di cultura vissuti tra Sei e Settecento, scienza, tradizione e Illuminismo radicale procedettero pressoch\u00c3\u00a9 di pari passo, in un muto rapporto di inter-scambio e reciprocamente frammisti. Separare tali momenti altro non sarebbe che far violenza alla stessa fattualit\u00c3\u00a0 storica, oltre che alla vasta opera newtoniana e alle tensioni spirituali dell\u00e2\u20ac\u2122epoca che in essa vediamo ancora oggi riflesse (M. Mamiani, <em>Introduzione a Newton<\/em>, Roma-Bari, 1990).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altro personaggio che, vissuto al tempo di Newton, fu amico di Voltaire ed espresse formulazioni non ortodosse sulla figura di Ges\u00c3\u00b9, fu Henry Saint-John, visconte di Bolingbroke. Questi fu un vero protagonista della politica inglese tra XVII e XVIII secolo: fedelissimo della causa Stuart, sino a un dato momento giacobita, avversario tenace di Robert Walpole, Bolingbroke fu e rest\u00c3\u00b2 un convinto <em>tory<\/em>. Un conservatorismo che non gli imped\u00c3\u00ac tuttavia di abbracciare il deismo dei Lumi pi\u00c3\u00b9 radicali, che, in lui, si ripropongono legati (B. Cottret, <em>Il Cristo dei Lumi<\/em>, Brescia, 1992, pp. 179-202). Un percorso affine fu quello di diversi amici del nobile inglese, legati al suo circolo e simpatizzanti per la stessa fazione politica: Gay, Fielding, Swift, Pope ed il medico della regina Anna, il newtoniano John Arbuthnot (I. Kramnick,<em> Bolingbroke and his circle<\/em>, Ithaca-London 1992).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Restiamo nel mondo anglo-britannico. Nessuno pu\u00c3\u00b2 negare che l\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo radicale alberghi nel David Hume della <em>Natural History of Religion<\/em> (1757) e dei <em>Dialogues concerning natural religion<\/em> (1779) o nell\u00e2\u20ac\u2122Edward Gibbon \u00e2\u20ac\u201c vero gigante dei Lumi inglesi, come ebbe felicemente a definirlo il grande Franco Venturi \u00e2\u20ac\u201c della <em>History of the Decline and Fall of the Roman Empire<\/em>, composta tra il 1776 e il 1789, ossia tra le due rivoluzioni (americana e francese) nelle quali sfocerebbe a parere di Israel il (latente) spirito democratico dell\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo radicale. Per quanto diversamente motivata e figlia di ambiti istituzionali differenti \u00e2\u20ac\u201c Gibbon studi\u00c3\u00b2 a Westminster, Cambridge, Oxford, Losanna; Hume si form\u00c3\u00b2 nella natia Edinburgo e fu in seguito a Torino e in Francia &#8211; la prospettiva di Gibbon e Hume \u00c3\u00a8 certamente radicale nel suo porsi come a-cristiana o post-cristiana. Nondimeno, con loro, anche nelle isole britanniche l\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo radicale prefer\u00c3\u00ac acquartierarsi presso lidi politici ancora una volta moderati (il filosofo scozzese) o accesamente conservatori (lo storico inglese, che \u00e2\u20ac\u201c come Edmund Burke \u00e2\u20ac\u201c fu un acerrimo nemico della Rivoluzione francese e dei suoi eccessi giacobini, di cui Gibbon vedeva il pericolo nella presenza in Gran Bretagna di figure dissenzienti, come quella, a Birmingham, di Joseph Priestley, chimico e giornalista lui s\u00c3\u00ac apertamente democratico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prese di posizione assai prossime a quelle di Gibbon e di Burke giunsero, a fine \u00e2\u20ac\u02dc700, anche da certi esponenti dell\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo scientifico e tecnico. Tra questi, Benjamin Thompson (1753-1814), pi\u00c3\u00b9 noto come conte di Rumford, tipico fautore di una tecnocrazia illuminata. Nacque in Inghilterra, per sua iniziativa ed analogamente alle nuove scuole scientifiche continentali (l\u00e2\u20ac\u2122Ecole polyt\u00c3\u00a9chnique di Parigi), il Royal Institution. Rumford lo fond\u00c3\u00b2 per risollevare la scienza inglese dal letargo, anche e soprattutto istituzionale, in cui l\u00e2\u20ac\u2122aveva fatta sprofondare una Royal Society ormai non pi\u00c3\u00b9 al passo con i tempi. Conservatore di origine americana, animato dalla stessa mentalit\u00c3\u00a0 pratico-empirica, ad un tempo baconiana ed utilitaristica, del suo connazionale Franklin, egli auspicava un rinnovamento \u00e2\u20ac\u201c che, per\u00c3\u00b2, avvenisse e dall\u00e2\u20ac\u2122interno e dall\u00e2\u20ac\u2122alto \u00e2\u20ac\u201c dell\u00e2\u20ac\u2122Antico Regime, oramai necessario per la sua stessa sopravvivenza, da realizzarsi attraverso l\u00e2\u20ac\u2122organizzazione di efficienti servizi pubblici. Il conte di Rumford speriment\u00c3\u00b2 tali principi sociali ed organizzativi durante il suo precedente governo, alla guida del regno bavarese del Sacro Romano Impero, nella cui idea fu l\u00e2\u20ac\u2122ultimo a credere, prima che fosse invaso dalle armate napoleoniche e concludesse la sua vita pluri-millenaria nel 1806. Rumford combatt\u00c3\u00a9 il pauperismo e le ingiustizie sociali. Potenzi\u00c3\u00b2 l\u00e2\u20ac\u2122industria militare. A lui dobbiamo le leggi fisiche circa la trasmissione del calore e la dimostrazione matematica per cui \u00c3\u00a8 possibile produrne mediante lavoro. Una volta ritornato in Gran Bretagna, egli comprese che la rivoluzione industriale cominciata nel secondo Settecento si sarebbe in breve arrestata, se non si fossero educati dei nuovi tecnici, capaci di mettere a profitto le scoperte come i risultati della scienza pi\u00c3\u00b9 moderna. Il Royal Institution, in cui si formarono Humphrey Davy e Micheal Faraday, oltrepassando i primevi progetti di Rumford, divenne, via via, un istituto professionale per la ricerca meccanica, che offriva lezioni divulgative e formative. Rumford, da parte sua, auspic\u00c3\u00b2 invano l\u00e2\u20ac\u2122attuazione del suo piano di lavoro originario \u00e2\u20ac\u201c mirante a salvare l\u00e2\u20ac\u2122antico con il moderno, coniugando tradizione e Illuminismo \u00e2\u20ac\u201c ma le sue idee furono respinte. Non senza diverse dispute, il conte americano fin\u00c3\u00ac per lasciare l\u00e2\u20ac\u2122Inghilterra e spendere il resto della sua esistenza in Francia. Rispetto al 1799, l\u00e2\u20ac\u2122anno in cui il conte bavarese lo aveva fondato, il Royal Institution divent\u00c3\u00b2 presto altra cosa, rispetto al progetto originario, finendo con l\u00e2\u20ac\u2122assecondare \u00e2\u20ac\u201c anzich\u00c3\u00a9 con il guidare, come lui si era augurato \u00e2\u20ac\u201c la rivoluzione industriale in corso. Quanto alle altre due rivoluzioni, americana e francese, il conte di Rumford rimase in fuga da entrambe e di ambedue nemico, convinto che il progresso, tecnico-scientifico e politico-sociale, si dovesse tenere in pugno e indirizzare correttamente per gradi e non subire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo discorso ci conduce direttamente a ridiscutere un altro degli assunti del libro di Israel, quello che vede l\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo radicale sfociare nell\u00e2\u20ac\u2122Ottantanove. Nulla di nuovo sotto il sole, visto che si tratta di un\u00e2\u20ac\u2122interpretazione che, inaugurata nel 1856, da Tocqueville, \u00c3\u00a8 stata condivisa, nel corso del Novecento, da storici sia culturali (Daniel Mornet) sia sociali (Daniel Roche). Oggi che tale tesi \u00c3\u00a8 stata e a lungo ridiscussa, continua comunque ad andare per la maggiore e stupisce un po\u00e2\u20ac\u2122 il lettore ritrovarla in un saggio che vorrebbe segnalarsi per l\u00e2\u20ac\u2122originalit\u00c3\u00a0 della propria chiave di lettura. Certo, \u00c3\u00a8 innegabile che alcuni valori illuministici (comunque non tutti) confluirono nella Rivoluzione e ne furono una delle basi concettuali. Naturalmente, non vale pi\u00c3\u00b9 lo schema borghesia \u00e2\u2020\u2019 Illuminismo \u00e2\u2020\u2019 Rivoluzione francese: le premesse di quest\u00e2\u20ac\u2122ultima vennero poste dalla rivolta aristocratica di una nobilt\u00c3\u00a0 non pi\u00c3\u00b9 disposta a tollerare il dispotismo luigiano (R. Moro, <em>La crisi dell\u00e2\u20ac\u2122antico regime in Francia 1776-1788<\/em>, Firenze, 1975, pp. 37 e segg.). Al riguardo, molti storici si sono fatti abbagliare dalla presa della Bastiglia. Solo tra il 1790 ed il 1791 la Rivoluzione divenne borghese, per farsi poi popolare e repubblicana, tra il 1791 ed il 1793: in questa fase, ad essere influenti, pi\u00c3\u00b9 che le vedute dell\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo, furono quelle del suo \u00c2\u00abfratello-nemico\u00c2\u00bb, il traditore dei Lumi \u00e2\u20ac\u201c le parole con cui, anni addietro, lo aveva apostrofato Diderot \u00e2\u20ac\u201c ossia Rousseau. N\u00c3\u00a9 qualcosa di vagamente illuminato pu\u00c3\u00b2 rintracciarsi poi nella dittatura termidoriana e giacobina, inaugurata dopo il 1793. Se vogliamo, poi, andare in cerca di simboli, con la morte di Condorcet (1794) morirono i Lumi, anche quelli pi\u00c3\u00b9 radicali. Ne mor\u00c3\u00ac, cio\u00c3\u00a8, l\u00e2\u20ac\u2122anima voltairiana (quella spinozista era scomparsa, dissolta nella specifica particolarit\u00c3\u00a0 del caso francese settecentesco, molto prima). Mor\u00c3\u00ac la libert\u00c3\u00a0, sacrificata sull\u00e2\u20ac\u2122altare di una uguaglianza da concretarsi a tutti costi (anche in termini di vite umane). Vinse Rousseau e perse Voltaire. A partire dal 1792 la  Rivoluzione francese di illuministico ebbe sempre meno, anche per il progressivo affermarsi delle idee di patria e di nazione, in nulla settecentesche e figlie, semmai, di un\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0 nuova, destinata a sfociare anche nel nostro Risorgimento (G. Candeloro, <em>Storia dell\u00e2\u20ac\u2122Italia moderna 1700-1815<\/em>, Milano, 1978, pp. 189-192).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ancora. Israel insiste, e non poco, sulla critica illuministica alla guerra e circa la ricerca della \u00e2\u20ac\u02dcpace perpetua\u00e2\u20ac\u2122 (per riprendere l\u00e2\u20ac\u2122espressione di Kant, contestata dal punto di vista valoriale da Lilienthal a inizio Ottocento). Israel omette per\u00c3\u00b2 un fatto importante, specialmente per la storia dell\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo radicale: fra le matrici ideologiche di quest\u00e2\u20ac\u2122ultimo vi fu il libertinismo erudito post-rinascimentale e barocco, una corrente che, anche seguendo il Machiavelli pi\u00c3\u00b9 controcorrente e anti-conformista, non fu certo incline alla pace. Al contrario, i libertini furono sempre e quasi tutti favorevoli alle pratiche belliche ed orgogliosi dell\u00e2\u20ac\u2122<em>ethos<\/em> militare. Se ne trovano echi proprio durante il secolo dei Lumi, con Scipione Maffei, al momento del passaggio in Italia dal razionalismo all\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo vero e proprio (C. Donati, <em>Scipione Maffei e la Scienza chiamata cavalleresca. Saggio sull\u00e2\u20ac\u2122ideologia nobiliare al principio del Settecento<\/em>, in <em>Rivista storica italiana<\/em>, XC, 1978, pp. 30-71). In linea pi\u00c3\u00b9 generale, la fedelt\u00c3\u00a0 all\u00e2\u20ac\u2122onore in tempo di guerra e la conquista della gloria sul campo di battaglia non furono dei valori opposti al credo di illuministi e monarchi illuminati. La storia austriaca, inglese, piemontese e francese, gi\u00c3\u00a0 richiamata in causa, \u00c3\u00a8 ricca di <em>exempla<\/em> ricorrenti, che solo un silenzio tendenzioso pu\u00c3\u00b2 mettere da parte artificiosamente. Nel secondo \u00e2\u20ac\u02dc600, Raimondo Montecuccoli fu, a Vienna, soldato di vaglia e gran libertino; dopo di lui, Luigi Ferdinando Marsili seppe unire amore illuministico per la scienza e superiore senso dello Stato. Ai piedi delle Alpi, tra il 1773 e il 1796, la scienza, i Lumi e il dovere militare si incrociarono ancora, durante il regno di Vittorio Amedeo III. E come scordare Federico II di Prussia, il sovrano che pi\u00c3\u00b9 di ogni altro seppe fondere idea di ordine politico-militare e Illuminismo radicale? Fu statista d\u00e2\u20ac\u2122antico regime e, congiuntamente, volle a Berlino i pi\u00c3\u00b9 radicali tra gli spiriti colti dell\u00e2\u20ac\u2122epoca, francesi (Voltaire, d\u00e2\u20ac\u2122Alembert, La  Mettrie) ed italiani (Algarotti). Con la venuta nella capitale prussiana di Maupertuis (1740), la cultura francese raggiunse il suo apogeo, altres\u00c3\u00ac linguistico, negli antichi stati tedeschi e la scienza newtoniana si afferm\u00c3\u00b2, stabilmente, anche in un\u00e2\u20ac\u2122area che, per la presenza di Leibniz e della sua scuola, le era sempre stata ostile. Con Federico il Grande, e durante il suo lungo regno (1740-1786), sapere e potere, cultura ed <em>imperium<\/em>, scienza e politica, Lumi radicali e buon governo, accademismo letterario ed etica delle armi si armonizzarono e senza eccessivi drammi o problemi (E. Sestan, <em>Scritti vari<\/em>, V, <em>L\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0 moderna<\/em>, a cura di R. Pasta, Firenze, 2011, pp. 95-105, 311-321).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutte le sfumature ed i dettagli storici sin qui rievocati credo contribuiscano a chiarire quanto risulti troppo monotematico e uni-direzionale, viziato oltretutto da un fastidioso teleologismo, il quadro di insieme tratteggiato, non senza pregi peraltro, da Israel. La verit\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 che \u00c3\u00a8 esistita storicamente \u00e2\u20ac\u201c nel corso del Settecento europeo e atlantico \u00e2\u20ac\u201c proprio ci\u00c3\u00b2 che il professore di Princeton nega: vale a dire una \u00e2\u20ac\u02dcfamiglia di Illuminismi\u00e2\u20ac\u2122 \u00e2\u20ac\u201c rigorosamente al plurale, come plurale e cosmopolita fu d\u00e2\u20ac\u2122altra parte il XVIII secolo \u00e2\u20ac\u201c da studiarsi con la necessaria attenzione per le differenze nazionali e confessionali tra i Lumi di diverse parti d\u00e2\u20ac\u2122Europa. E\u00e2\u20ac\u2122 l\u00e2\u20ac\u2122angolo visuale dal quale, negli ultimi tre decenni, ai Lumi hanno guardato grandi storici, come John Pocock, a cui dobbiamo, appunto, il concetto di \u00e2\u20ac\u02dcfamiglia di Illuminismi\u00e2\u20ac\u2122. Israel ne revoca in dubbio presenza e azione storica solo in quanto tale sfumatura si rivela inapplicabile alla <em>sua<\/em> immagine del pensiero illuministico. L\u00e2\u20ac\u2122autore di <em>Una rivoluzione della mente<\/em> lo dice a chiare lettere. Eppure, non \u00c3\u00a8 vero che seguire le indicazioni storiografiche di Pocock e dei suoi sostenitori tagli fuori le questioni e le controversie pi\u00c3\u00b9 basilari e di maggiore portata della storia culturale settecentesca. Vale l\u00e2\u20ac\u2122esatto opposto: piuttosto, le contestualizza, ne approfondisce il significato e la reale collocazione, ne precisa contorni e ambito di appartenenza. Detto altrimenti, le restituisce alla storia, senza rigide generalizzazioni o schematisti fuorvianti. Non si afferma qui che Israel non abbia colto il messaggio globale dell\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo radicale. Semplicemente, si sottolinea, nel rispetto dovuto al libro, che esso esce dalle sue pagine decontestualizzato e privato di autentiche radici storiche. L\u00e2\u20ac\u2122esatto contrario, ritengo, di quanto l\u00e2\u20ac\u2122Autore si augurava di fare. Il problema \u00c3\u00a8 che la storia non si lascia mai volentieri imbrigliare da etichette o definizioni, risultando sempre ben pi\u00c3\u00b9 complessa di quanto la vuol far passare chi la ricostruisce e racconta. E\u00e2\u20ac\u2122 esistito, indubbiamente, un <em>Settecento riformatore<\/em> \u00e2\u20ac\u201c per riprendere in questa sede il titolo del capolavoro, in pi\u00c3\u00b9 volumi, scritto da Franco Venturi \u00e2\u20ac\u201c e, accanto ad esso, talvolta intrecciato con quest\u00e2\u20ac\u2122ultimo, un Illuminismo di tipo pi\u00c3\u00b9 \u00e2\u20ac\u02dcconservatore\u00e2\u20ac\u2122 (e non \u00c3\u00a8 un ossimoro, n\u00c3\u00a9 un paradosso) che spesso \u00e2\u20ac\u201c in Austria, Savoia e Regno Unito \u00e2\u20ac\u201c non ha rinunciato a tingersi di colori radicaleggianti. Pocock, in moltissimi sui saggi, lo ha superbamente illustrato, in rapporto ai contesti spaziali anglo-americani. Pi\u00c3\u00b9 in generale, non si pu\u00c3\u00b2, n\u00c3\u00a9 si deve, forzare le credenze del passato in funzione di quelle del presente. Ricercare nei Lumi pi\u00c3\u00b9 radicali un\u00e2\u20ac\u2122ipotetica e presunta alba della democrazia contemporanea appare cosa difficile, lontana dal vero dell\u00e2\u20ac\u2122autentica storia settecentesca, in definitiva deteriore. Semmai, vi \u00c3\u00a8 molto pi\u00c3\u00b9 spirito di democrazia in certe iniziative del Bonaparte meno demagogico, il quale peraltro con l\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo non ebbe mai nulla a che fare: si pensi soltanto all\u00e2\u20ac\u2122antipatia che egli nutriva verso gli <em>Id\u00c3\u00a9ologues<\/em> (G. Lefebvre, <em>Napoleone<\/em>, Bari, 1960; S. Moravia, <em>Il tramonto dell\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo. Filosofia e politica nella societ\u00c3\u00a0 francese 1770-1810<\/em>, Roma-Bari, 1986).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ultima considerazione. Mai un riferimento, in Israel, neanche quelli che sarebbero stati poi dovuti, all\u00e2\u20ac\u2122opera sunnominata di Venturi. Un\u00e2\u20ac\u2122omissione che pare frutto di una scelta e che fa sorgere nuovi sospetti nel recensore. La cosa, da strana diventa imbarazzante se si pensa che a stampare in italiano la traduzione del libro di Israel \u00c3\u00a8 stato Einaudi, l\u00e2\u20ac\u2122editore per eccellenza di Venturi. Un sorriso amaro \u00e2\u20ac\u201c \u00c3\u00a8 inevitabile \u00e2\u20ac\u201c non pu\u00c3\u00b2 che comparire a questo punto sul volto di chi scrive.<\/p>\n<p><em>Davide Arecco<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 20 febbraio 1929, scrivendo a Frank Belknap Long, un grande ammiratore della scienza chimica, fisica e astronomica del Sei-Settecento come Howard Phillips Lovecraft afferm\u00c3\u00b2 che: \u00c2\u00absolo le menti pi\u00c3\u00b9 evolute di un popolo di filosofi, come i Greci, furono capaci, in una fase in cui mancavano e i metodi e gli strumenti di ricerca [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/130"}],"collection":[{"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=130"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/130\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}