{"id":116,"date":"2011-11-14T15:48:53","date_gmt":"2011-11-14T15:48:53","guid":{"rendered":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/?p=116"},"modified":"2011-11-14T15:48:53","modified_gmt":"2011-11-14T15:48:53","slug":"inediti-di-gabriele-d%e2%80%99annunzio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/letteratura\/inediti-di-gabriele-d%e2%80%99annunzio\/","title":{"rendered":"Inediti di Gabriele d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/dannunzio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-117\" src=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/dannunzio-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Nella sterminata bibliografia dannunziana trova ora rilievo, per le stampe di Olschki, lo studio di Filippo Caburlotto <em>Gabriele d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio: inediti 1922-1936<\/em>, di fatto la ricostruzione del carteggio con Maria Bellini Gritti in Lombardi, fino ad oggi inedito. Il curatore, ricercatore presso la Universit\u00c3\u00a0 Ca\u00e2\u20ac\u2122 Foscari di Venezia, prosegue con questo testo l\u00e2\u20ac\u2122impegno negli studi dannunziani, affidati a monografie quali <em>D\u00e2\u20ac\u2122Annunzio e lo specchio del romanzo<\/em> e<em> Venezia Imaginifica. Sui passi di d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio girovagando fra sogno e realt\u00c3\u00a0<\/em>, nonch\u00c3\u00a9 a contributi in rivista. Ricordiamo che Filippo Caburlotto \u00c3\u00a8 ideatore e coordinatore scientifico del Progetto Internazionale Archivio d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio \u00e2\u20ac\u201c <a href=\"http:\/\/www.archiviodannunzio.it\/\">www.archiviodannunzio.it<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u00e2\u20ac\u2122ampio panorama epistolografico di d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio, vero grafomane che sembrava privilegiare la parola scritta anche nell\u00e2\u20ac\u2122opportunit\u00c3\u00a0 di una pi\u00c3\u00b9 rapida comunicazione orale \u00e2\u20ac\u201c ricordiamo il proliferare di bigliettini inviati, nel circuito chiuso del santuario sacro e profano del Vittoriale, alla schiera di Muse, Badesse\u00c2\u00a0 od occasionali donnine di passaggio -, accanto agli epistolari celebri quali quelli con Mussolini, con gli editori, o con le donne che pi\u00c3\u00b9 hanno inciso nel suo cuore, come la Leoni e la Baccara, si affianca, ora, grazie al prezioso e paziente lavoro di ricerca del curatore, un inedito carteggio di brevi missive atto a ricostruire il rapporto intercorso tra il maturo Vate e Maria Bellini Gritti in Lombardi (Marasca, come \u00c3\u00a8 ribattezzata secondo la inveterata abitudine del poeta di \u00e2\u20ac\u0153appropriazione\u00e2\u20ac\u009d dell\u00e2\u20ac\u2122amata di turno), nonch\u00c3\u00a9 quello con Francesco Lombardi, \u00e2\u20ac\u0153Franco\u00e2\u20ac\u009d, di lei figlio, il tutto nell\u00e2\u20ac\u2122arco temporale che oscilla tra il 1925 e il 1936, l\u00e2\u20ac\u2122ultima, la pi\u00c3\u00b9 difficile, fase della vita del Comandante, vittima, al di l\u00c3\u00a0 della celebrazione ufficiale del Paese e dell\u00e2\u20ac\u2122autocelebrazione narcisistica, di un doloroso declino fisico e di una sotterranea malinconia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il volume consta di una introduzione di Pietro Gibellini (v. il suo<em> Logos e mythos. Studi su Gabriele d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio,<\/em> Firenze, Leo S.Olschki Editore, 1985), cui segue una ampia, illuminante, introduzione del; curatore; sono poi riportati i documenti che provengono da un fondo privato, messo a disposizione dagli eredi di Franco Lombardi, e dagli archivi del Vittoriale, e precisamente: 62 lettere, 7 telegrammi, 12 biglietti e 6 ricette. E\u00e2\u20ac\u2122 poi presentato il breve \u00e2\u20ac\u201c 30 frammenti in tutto \u00e2\u20ac\u201c diario di Maria Bellini Gritti in Lombardi, a detta del curatore \u00e2\u20ac\u0153una sorta di <em>Journal Intime<\/em> incentrato sul proprio rapporto con il poeta e sui ricordi, per la maggior parte riconducibili ad esperienze personali e agli anni del Vittoriale, da lei stessa intitolato <em>Ariel vero<\/em>.\u00e2\u20ac\u009d. In chiusura di volume, una appendice raccoglie alcuni documenti eterogenei, fra cui una spiritosa missiva in dialetto veneziano di Luisa Baccara a Maria, che testimonia il grado di confidenza tra le due donne; 3 biglietti del padre di Maria Giovan Battista Bellini al Comandante e, per ultimo, 6 ricette che illustrano i gusti culinari del poeta (famosa la passione delle uova: vedi la surreale maxifrittata riportata nel <em>Libro Segreto<\/em>, e delle scaloppine al marsala, a detta di Maria il piatto preferito da Ariel). Un corredo fotografico illustra ulteriormente il volume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il quindicennio, circa, oggetto del carteggio che riporta alla luce il rapporto fra d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio e la signora Maria Bellini Gritti in Lombardi, copre l\u00e2\u20ac\u2122arco temporale che va dal 1925 (ma i dati in possesso del curatore permettono di arretrare al 1923 l\u00e2\u20ac\u2122incontro tra i due protagonisti) al 1936, ossia dal momento di crisi all\u00e2\u20ac\u2122indomani del \u00e2\u20ac\u0153Natale di sangue\u00e2\u20ac\u009d vissuto a Fiume, che lo porter\u00c3\u00a0 alla scelta definitiva del Lago di Garda (nell\u00e2\u20ac\u2122ottica annunciata nel <em>Libro ascetico della Giovane Italia:<\/em> \u00e2\u20ac\u0153Passavo di esilio in esilio? Venivo a cercare il silenzio salubre e a ritrovare alcune delle sue arti? Venivo a interpretare il sogno eroico e l\u00e2\u20ac\u2122azione spaventosa [\u00e2\u20ac\u00a6.] o a fare una breve sosta e un sonno per ricominciare la lotta fino all\u00e2\u20ac\u2122apparizione dell\u00e2\u20ac\u2122alba\u00e2\u20ac\u009d), a due anni prima della morte del Vate, avvenuta il 1 marzo 1938.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u00e2\u20ac\u2122, di fatto, la fase conclusiva della sua vita, quella pi\u00c3\u00b9 tormentata, irrequieta pur nel volontario esilio del Vittoriale, sia nei rapporti con il nuovo, ascendente, mito del fascismo, che finisce per relegarlo in un ruolo subalterno, in ombra, pur nella celebrazione di facciata della sua opera e del personaggio, sia nei rapporti con la donna, ricercata freneticamente\u00c2\u00a0 anche nell\u00e2\u20ac\u2122aborrito declino fisico. Ed \u00c3\u00a8 su questa fase che il prezioso carteggio ricostruito da Caburlotto getta una nuova luce, offrendoci uno spaccato di consuetudini di vita, di quotidianit\u00c3\u00a0 coi suoi splendori e grandezze, ma anche miserie e frustrazioni, attraverso la ricostruzione di uno sfondo storico-sociale in cui si muovono figure familiari, amici e non, tutta una galleria di vivaci personaggi che gravitano intorno al suo mausoleo, il Vittoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma chi \u00c3\u00a8 Maria Bellini Gritti in Lombardi, per il Vate Mariasca, o Mariaska, protagonista del carteggio e autrice del diario-romanzo <em>Ariel vero<\/em>? Maria (1889-1973) divide la giovinezza tra Brescia, citt\u00c3\u00a0 natale, e il Lago di Garda, ove la famiglia possiede due Hotel a Sal\u00c3\u00b2 e Soiano del Garda; qui condurr\u00c3\u00a0 vita eccentrica, facendosi notare per i gusti edonistici ed esibizionistici, sposando poi un ricco proprietario dell\u00e2\u20ac\u2122Hotel Metropole di Sal\u00c3\u00b2, Pietro Lombardi; dal matrimonio nascer\u00c3\u00a0 nel 1916 Francesco, Franco (o Francho, come scriver\u00c3\u00a0 il Vate in una missiva ironica), anche lui protagonista del carteggio, giovinetto presto plagiato dal fascino del Comandante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche se la prima lettera del Comandante a Maria risale al 15\/2\/1925, certa \u00c3\u00a8 la conoscenza tra i due negli anni precedenti (in <em>Ariel vero<\/em> Maria ricorda la visita insieme del 19\/9\/1922 all\u00e2\u20ac\u2122Abbazia di Maguzzano). Fu, scrive Caburlotto, \u00e2\u20ac\u0153una relazione dai risvolti probabilmente sensuali\u00e2\u20ac\u009d (p.XIV) \u00e2\u20ac\u00a6\u00e2\u20ac\u009dnel novembre 1925 esiste gi\u00c3\u00a0 un rapporto relativamente stabile e duraturo comprovato dal nomignolo \u00e2\u20ac\u201c Mariasca o Mariaska \u00e2\u20ac\u201c e dal tono a tratti ammiccante della missiva\u00e2\u20ac\u009d (p.XX). E\u00e2\u20ac\u2122 indicativo, precisa il curatore, anche l\u00e2\u20ac\u2122incipit della prima lettera, dove, rivolgendosi a Mariasca, abolisce il \u00e2\u20ac\u0153Suor\u00e2\u20ac\u009d in quanto \u00e2\u20ac\u0153non pi\u00c3\u00b9 francescano n\u00c3\u00a9 credente\u00e2\u20ac\u009d, rinunciando alla terminologia religiosa con cui appellava le donne a lui intime. Il legame sessuale, testimoniato anche da persone a loro vicine, si affievol\u00c3\u00ac col tempo, traducendosi in disinteressata quanto sincera amicizia; forse contribu\u00c3\u00ac il carattere di Maria, arrendevole, troppo facile conquista, plagiata dal magnetismo (anche nella valenza esoterica, presente nel carteggio, vedi lettera VIII del 19\/6\/1927) del Comandante, uso a disinteressarsi dell\u00e2\u20ac\u2122amante di turno quando non si trovava \u00e2\u20ac\u0153di fronte ad una personalit\u00c3\u00a0 eccezionale, in grado di resistere a quel processo di appropriamento, e per certi aspetti plagio, tipico dell\u00e2\u20ac\u2122<em>ars amatoria<\/em> dannunziana\u00e2\u20ac\u009d (p.XXII).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il carteggio ricostruisce cos\u00c3\u00ac l\u00e2\u20ac\u2122iter di questa amicizia, pur tra vuoti di comunicazione da parte del Comandante, affettuosamente rimproverato da Maria, che si definisce \u00e2\u20ac\u0153piccola oca\u00e2\u20ac\u009d (lettera XL) di fronte alla ieratica figura del Vate (tale appariva ai suoi occhi idealizzanti; in realt\u00c3\u00a0, come ricordava Ojetti nell\u00e2\u20ac\u2122agosto 1937, la decadenza fisica manifesta aveva ben poco di ieratico). Se l\u00e2\u20ac\u2122intesa sessuale scem\u00c3\u00b2 rapidamente, si consolid\u00c3\u00b2 in sua vece una amicizia che si protrasse per lunghi anni, poggiando, oltre che sul comune interesse esoterico, su amicizie comuni, come quella dello storico di Venezia Pompeo Ghepardi Molmenti, del medico personale Duse (in nome ricorre\u00e2\u20ac\u00a6.), di Luisa Baccara, la celebre pianista che segu\u00c3\u00ac il Vate sino al giorno della morte, e del figlio Franco, che costitu\u00c3\u00ac l\u00e2\u20ac\u2122anello di congiunzione tra Mariasca e d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si \u00c3\u00a8 accennato alla componente esoterica che lega i protagonisti del carteggio, con il coinvolgimento anche di Franco: \u00e2\u20ac\u0153O Franc\u00e2\u20ac\u2122arciere, sei dunque anche tu \u00e2\u20ac\u201c come il tuo Comandante orbo veggente \u00e2\u20ac\u201c anche tu sei un spirito&#8221; radiale&#8221;?\u00e2\u20ac\u009d (lettera XXX del 16\/11\/1934). In effetti, nota il curatore, \u00e2\u20ac\u0153fra i temi che si intrecciano nel presente carteggio, spiccano due costanti, per certi versi correlate, ovvero l\u00e2\u20ac\u2122esoterismo e i reiterati riferimenti alla vecchiaia\u00c2\u00a0 e alla morte\u00e2\u20ac\u009d (p.XXV). Grazie anche agli studi recenti di Attilio Mazza, l\u00e2\u20ac\u2122attenzione alla componente esoterica e, pi\u00c3\u00b9 in generale, l\u00e2\u20ac\u2122interesse dannunziano per la sfera dell\u00e2\u20ac\u2122occulto, \u00c3\u00a8 stato considerato con maggiore attenzione e meno in superficie, prescindendo dal giudizio del suo segretario Antongini, che lo riduceva a mera componente di curiosit\u00c3\u00a0 o al congenito desiderio di stupire; come scrive il curatore: \u00e2\u20ac\u0153Maria fu particolarmente attiva nell\u00e2\u20ac\u2122ambito della negromanzia e pi\u00c3\u00b9 in generale dell\u00e2\u20ac\u2122esoterismo, fungendo, come ricordano testimoni, in prima persona come medium, e vantando, come lo stesso d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio, doti pranoterapiche\u00e2\u20ac\u009d (p.XXIII). Ricordiamo, per curiosit\u00c3\u00a0,\u00c2\u00a0 che il suo medico personale Duse nell\u00e2\u20ac\u2122estate del 1926 si disse guarito dall\u00e2\u20ac\u2122imposizione delle mani del d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio sulla parte dolorante a causa di una pleurite. In tal senso, nella lettera II cos\u00c3\u00ac si rivolge a Maria: \u00e2\u20ac\u0153so che fu molto benefico il tocco delle mie lievissime dita sopra le vostre palpebre inquiete\u00e2\u20ac\u009d; nella lettera IV: \u00e2\u20ac\u0153la mia &#8220;virt\u00c3\u00b9&#8221; non vi abbandona\u00e2\u20ac\u009d, citando la parabola della Emorroissa nel Vangelo di Luca (VIII, 46); nella lettera V: \u00e2\u20ac\u0153 le &#8220;voci&#8221; mi ripetono da pi\u00c3\u00b9 giorni che \u00c3\u00a8 necessario lasciare la vecchia casaa\u00e2\u20ac\u009d, riferendosi al disagio di Maria accanto al marito Pietro Lombardi, uomo rude e introverso, all\u00e2\u20ac\u2122interno di un matrimonio incrinato dalla <em>liason<\/em> con d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio (nella lettera XII Maria definir\u00c3\u00a0 la sua casa \u00e2\u20ac\u0153la mia prigione\u00e2\u20ac\u009d); la gi\u00c3\u00a0 citata lettera VIII, dove invita Mariasca ad appuntare nella sua camicia di inferma \u00e2\u20ac\u0153queste tra spille magnetiche\u00e2\u20ac\u009d, ricordandole di pronunciare, al suo risveglio, a bassa voce la parola \u00e2\u20ac\u0153Privignis\u00e2\u20ac\u009d, talismano citato da Maria nella lettera IX; la lettera XII, dove Maria si appella al Comandante: \u00e2\u20ac\u0153Voi solo potreste guarirmi: Voi solo siete il grande Mago\u00e2\u20ac\u009d; la gi\u00c3\u00a0 citata lettera XXX, dove il Comandante si rivolge a Franco Lombardi riconoscendogli \u00e2\u20ac\u0153un spirito radiale\u00e2\u20ac\u009d; la lettera XXXIII, dove Maria si definisce sensitiva: \u00e2\u20ac\u0153sono un poco indovina e sento che la prossima settimana il male che Vi tormenta sar\u00c3\u00a0 scomparso\u00e2\u20ac\u009d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche nei documenti acroni e non databili troviamo riferimenti all\u00e2\u20ac\u2122esoterismo, come nella lettera LXII, dove Maria si firma \u00e2\u20ac\u0153la vostra Li\u00c3\u00b9\u00e2\u20ac\u009d, nomignolo saltuariamente utilizzato quando fungeva da medium o quando si riferiva al suo spirito guida; nella lettera LXX, dove Maria, in stato preestatico, complice la \u00e2\u20ac\u0153la Cerasella\u00e2\u20ac\u009d (il cherry brandy), sente il fluido del Comandante che passa sotto gli usci; nella lettera LXXI, dove Maria allude ai presunti poteri di d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio, definendolo il \u00e2\u20ac\u0153 grande Divinatore\u00e2\u20ac\u009d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque l\u00e2\u20ac\u2122esoterismo appare quale costante strutturale del carteggio, che unisce in un vincolo triangolare Maria medium e pranoterapeuta, il Comandante \u00e2\u20ac\u201c \u00e2\u20ac\u0153nell\u00e2\u20ac\u2122epistolario elemento ricorrente sono i riferimenti alla dvinazione, alla magia\u00e2\u20ac\u009d (p.47) -, il figlio di Maria Franco che, a\u00c2\u00a0 detta del curatore, \u00e2\u20ac\u0153non fu estraneo al culto del paranormale, dell\u00e2\u20ac\u2122occulto e del magico (lasciava, ad ogni visita al Comandante, nella stanza del Lebbroso, nella Prioria, biglietti di stampo esoterico))\u00e2\u20ac\u009d (p.XXV). Non dimentichiamo, poi, che fu la marchesa Luisa Casati Stampa (Cor\u00c3\u00a8) ad introdurre d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio all\u00e2\u20ac\u2122occulto, coltivando una naturale propensione del Vate, legata, forse, al retroterra superstizioso-pagano della terra\u00c2\u00a0 d\u00e2\u20ac\u2122Abruzzo. E non \u00c3\u00a8 un caso che la figura della Cor\u00c3\u00a8 sia facilmente accostabile a quella di Mariasca \u00e2\u20ac\u0153due donne estremamente eccentriche ed emancipate, di agiate condizioni economiche, sposate, ma al contempo disilluse e annoiate dal matrimonio, attratte entrambe dagli aspetti magici ed esoterici\u00e2\u20ac\u009d (p.XXIII).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u00e2\u20ac\u2122altra componente strutturale del carteggio, non disgiunta dalla prima, \u00c3\u00a8 rappresentata dai \u00e2\u20ac\u0153reiterati riferimenti alla vecchiaia e alla morte\u00e2\u20ac\u009d (p:XXV), nonch\u00c3\u00a9 alla solitudine e alla malinconia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scrive Umberto Serbo nell\u00e2\u20ac\u2122intervento <em>Il Trionfo della Morte: autobiografia ossessiva di Gabriele d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio<\/em>: \u00e2\u20ac\u0153Un\u00e2\u20ac\u2122altra ossessione dell\u00e2\u20ac\u2122uomo d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio \u00e2\u20ac\u201c che si rispecchia nel romanzo ed entra anzi fra i suoi costituenti di base, a cominciare dal titolo \u00e2\u20ac\u201c \u00c3\u00a8 la paura della perdita della giovinezza e della forza, la paura della &#8220;turpe vecchiezza&#8221;\u00e2\u20ac\u009d (Atti del III Congresso Internazionale di studi dannunziani, p.323). Ricordiamo che il carteggio in esame occupa, temporalmente, \u00e2\u20ac\u0153gli anni del tramonto, del decadimento, nei quali pi\u00c3\u00b9 volte sono posti in primo piano la malinconia per la giovinezza perduta, la malattia e la morte, quella stessa inafferrabile nemica, lungamente sfidata nel periodo bellico, e indicata nel <em>Notturno<\/em> come traditrice per non averlo colto, non concedendogli cos\u00c3\u00ac una fine gloriosa, eroica e affrancata dal declino fisico della senescenza\u00e2\u20ac\u009d (p.XXVIII). Nel carteggio, in verit\u00c3\u00a0, eccetto il riferimento presente in <em>Ariel vero<\/em> \u00e2\u20ac\u0153sopportava la vecchiaia come malattia impietosa\u00e2\u20ac\u009d (p.53), i riferimenti alla \u00e2\u20ac\u0153turpe vecchiezza\u00e2\u20ac\u009d appaiono solo in modo indiretto (diversamente dal Libro segreto), come \u00c3\u00a8 testimoniato dalla lettera XXV, dove si rivolge a Franco Lombardi, destinato a ricondurgli \u00e2\u20ac\u0153la pi\u00c3\u00b9 lontana e la pi\u00c3\u00b9 straziante delle malinconie\u00e2\u20ac\u009d, o dalla denuncia dei mali del fisico e dello spirito, come nella lettera VI, dove lega la sua (momentanea) guarigione all\u00e2\u20ac\u2122uccisione del \u00e2\u20ac\u0153ragno nero nel cervello\u00e2\u20ac\u009d; o nella lettera XIII, del 6\/2\/1928, dove si dice \u00e2\u20ac\u0153tuttora malato\u00e2\u20ac\u009d. Resta implicito il riferimento nella lettera XXIII al \u00e2\u20ac\u0153male misterioso, senile forse, con una causa giovanile\u00e2\u20ac\u009d che gli impedisce di vedere Mariasca, male misterioso cui questa accenna nella lettera XXXIII: \u00e2\u20ac\u0153il vostro male misterioso, doloroso, ci ha accorato molto\u00e2\u20ac\u009d. Come scrive il curatore nell\u00e2\u20ac\u2122introduzione: \u00e2\u20ac\u0153spicca, a pi\u00c3\u00b9 riprese, un crescente senso di tristezza e di malinconia\u00e2\u20ac\u00a6.al decadimento fisico si accompagna una sempre pi\u00c3\u00b9 marcata percezione di isolamento e di approssimarsi della fine\u00e2\u20ac\u009d (pp.XXVIII-XXIX).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00c3\u00ac nelle missive emergono, col passare del tempo, progressivamente, riferimenti alle malattie del corpo e, pi\u00c3\u00b9 ancora, dello spirito, pi\u00c3\u00b9 difficili da curare; cos\u00c3\u00ac, alla gi\u00c3\u00a0 citata del 28\/4\/1933, dove la giovinezza perduta \u00c3\u00a8 \u00e2\u20ac\u0153la pi\u00c3\u00b9 straziante delle malinconie\u00e2\u20ac\u009d, c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 la risposta di Franco Lombardi del 30\/4\/1933, il quale teme per la sua \u00e2\u20ac\u0153malinconia\u00e2\u20ac\u009d; allo stesso modo si vedano i messaggi di Maria che lo rivelano malato e \u00e2\u20ac\u0153malinconico\u00e2\u20ac\u009d, in preda alla \u00e2\u20ac\u0153nera tristezza\u00e2\u20ac\u009d (lettera XXXI, novembre 1934), sino alla confessione pi\u00c3\u00b9 drammatica (ma quale \u00c3\u00a8 il margine narcisistico della autocommiserazione dannunziana?) del 9\/2\/1936, dove il Vate si dichiara \u00e2\u20ac\u0153tanto infelice che alcune parole della vostra lettera infantile mi danno la voglia di piangere. Io, piangere, il guerriero e il tiranno! La stanza del Prigione (= la camera da letto) \u00c3\u00a8 irta di laceranti aculei come una botola di tortura. Sono solo, disteso, a fior di terra. Scendo nel buio a poco a poco\u00e2\u20ac\u009d (lettera XXXIV).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il gi\u00c3\u00a0 citato Ubaldo Serbo scriveva, nel suo contributo di studi sul <em>Trionfo della morte<\/em>, che \u00e2\u20ac\u0153certi atteggiamenti che siamo soliti definire femminei non contraddicono l\u00e2\u20ac\u2122idea del guerriero, anzi sono con essa in perfetta consonanza. Come gli eroi dei poemi classici e quelli dei poemi cavallereschi, d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio piange\u00e2\u20ac\u009d (op.cit., p.322): possiamo perci\u00c3\u00b2 motivare la debolezza riportandola alla sua accesa emotivit\u00c3\u00a0. La camera da letto \u00c3\u00a8 diventata una stanza di tortura. Quello che colpisce di pi\u00c3\u00b9 \u00c3\u00a8 la chiusa: il poeta \u00c3\u00a8 solo, disteso a fior di terra, pronto per essere assorbito da essa nella invocata \u00e2\u20ac\u0153pace orizzontale\u00e2\u20ac\u009d (lettera all\u00e2\u20ac\u2122amico Maroni del 28\/1\/1936), e scende nel buio a poco a poco. Non c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 il \u00e2\u20ac\u0153salto nel vuoto\u00e2\u20ac\u009d che ritorna ossessivamente nel <em>Trionfo della morte<\/em>, ma c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 un lento, inesorabile, processo di assorbimento da parte della terra su cui \u00c3\u00a8 disteso, parallelo alla perdita delle energie vitali di cui si sente svuotato (e che il ricorso alla cocaina non impedisce). La scotoestesia non poteva essere resa in modo pi\u00c3\u00b9 efficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altro tema correlato \u00c3\u00a8 la solitudine del poeta. Negli anni del Vittoriale d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio vede scomparire poco per volta gli amici e i compagni di tanti gesti eroici e, nonostante la disperata ricerca di compagnia femminile, sempre pi\u00c3\u00b9 prezzolata e sempre meno affidabile (non mancano i piccoli furti dopo le visite), selezionata dall\u00e2\u20ac\u2122infaticabile A\u00c3\u00a9lis \u00e2\u20ac\u201c cameriera, mezzana, amante del poeta -, questi \u00c3\u00a8 sempre pi\u00c3\u00b9 solo. E la solitudine, estraniante per il Vate quanto per gli altri che gli sono vicini, come Maria che vorrebbe comunicare, occhieggia nelle missive del carteggio. Con il trascorrere del tempo, al Vittoriale, la presenza del Comandante, che pur non si allontana dal mausoleo in cui si \u00c3\u00a8 autocelebrato di fronte al fascismo e all\u00e2\u20ac\u2122Italia tutta, si fa sempre pi\u00c3\u00b9 rarefatta, sfuggente, chiuso a chiavistello nelle innumerevoli stanze, chiavistello esecrato da Maria che, paziente, attende accontentandosi solo di vederlo, anche di sfuggita: \u00e2\u20ac\u0153Non posso staccarmi da questo cattivo catenaccio\u00e2\u20ac\u009d (lettera LXXIII). Ci\u00c3\u00b2 emerge soprattutto nei documenti acroni e non databili (lettere XLV-LXXIV), dove vediamo Maria ansiosa e frustrata nel suo tentativo di violare la solitudine del Comandante; cos\u00c3\u00ac: \u00e2\u20ac\u0153Sono qua nella Vostra dolce loggia del Parente (= luogo conviviale nonch\u00c3\u00a9 deputato a cerimonie). Vi vedo e Vi sento in ogni cosa\u00e2\u20ac\u009d (lettera XLV); \u00e2\u20ac\u0153Sono qua \u00e2\u20ac\u201c Vi respiro \u00e2\u20ac\u201c Vi sento e ho perduto la speranza di vedervi\u00e2\u20ac\u00a6.Incarico santo Francesco (= riferimento alla statua bronzea nei giardini privati), che avr\u00c3\u00a0 la fortuna di vederVi qualche vota in giardino, di guardare per me\u00e2\u20ac\u009d (lettera LI); \u00e2\u20ac\u0153Spero di vedere finalmente il mio Comandante. Guardo commossa tutti gli usci \u00e2\u20ac\u201c tremo un poco\u00e2\u20ac\u009d (lettera LII); \u00e2\u20ac\u0153[al Cinepalazzo] Poi siete scappato cos\u00c3\u00ac presto\u00e2\u20ac\u009d (lettera LIII); \u00e2\u20ac\u0153Metto sotto alla Vostra porta chiusa il mio saluto\u00e2\u20ac\u009d (lettera LIV); \u00e2\u20ac\u0153Voi date tutto \u00e2\u20ac\u201c tutto \u00e2\u20ac\u201c sempre \u00e2\u20ac\u201c mai per\u00c3\u00b2 il dono pi\u00c3\u00b9 bello: la gioia di lasciarVi vedere\u00e2\u20ac\u00a6.Domando di lasciare socchiusa \u00e2\u20ac\u201c non aperta \u00e2\u20ac\u201c la prima porta \u00e2\u20ac\u201c quella dell\u00e2\u20ac\u2122odioso catenaccio. Vi vedr\u00c3\u00b2 da lontano\u00e2\u20ac\u009d (lettera LV); \u00e2\u20ac\u0153Caro Comandante non Vi vediamo mai\u00e2\u20ac\u009d (lettera LXIV); \u00e2\u20ac\u0153Vorremmo poter vivere nascosti giorno e notte fra le Vostre belle tende per avere la gioia di vederVi ad ogni minuto, senza disturbarvi\u00e2\u20ac\u009d (lettera LXVIII); \u00e2\u20ac\u0153Socchiudete l\u00e2\u20ac\u2122uscio odiosissimo\u00e2\u20ac\u009d (lettera LXIX); \u00e2\u20ac\u0153Il vostro fluido che passa sotto gli usci\u00e2\u20ac\u009d (lettera LXX); \u00e2\u20ac\u0153Addio invisibilissimo e carissimo Comandante\u00e2\u20ac\u009d (lettera LXXIII).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D\u00e2\u20ac\u2122Annunzio, dunque, si nega anche solo alla vista, pi\u00c3\u00b9 inavvicinabile di Pitagora, che poteva essere guardato dai discepoli solo dietro una tenda. L\u00e2\u20ac\u2122affezionata Maria (la passione sensuale di un tempo \u00e2\u20ac\u201c \u00e2\u20ac\u0153Ecco intanto <em>quelques fleurs<\/em> per quel che &#8220;non si pu\u00c3\u00b2&#8221;\u00e2\u20ac\u009d \u00e2\u20ac\u201c ammiccava il poeta \u00e2\u20ac\u201c ha lasciato il passo ad una affettuosa amicizia) non riesce a violare \u00e2\u20ac\u0153la sovrana solitudine\u00e2\u20ac\u009d (p.VII) del Comandante, e si dispera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In chiusura del volume \u00c3\u00a8 riportato il diario-romanzo di Maria Lombardi \u00e2\u20ac\u0153una finta scrittura privata, come la presenza di una titolatura gi\u00c3\u00a0 suggerisce, per lo pi\u00c3\u00b9 basata su memorie personali, e al contempo di chiara matrice agiografica, presumibilmente redatta dalla donna ipotizzandone la pubblicazione\u00e2\u20ac\u009d (Introduzione, p.XXXVII). I trenta frammenti di <em>Ariel vero<\/em> (dove l\u00e2\u20ac\u2122aggettivo vuole sottolineare l\u00e2\u20ac\u2122assoluta fedelt\u00c3\u00a0 nella presentazione del protagonista, al di l\u00c3\u00a0 delle \u00e2\u20ac\u0153stupide invenzioni giornalistiche\u00e2\u20ac\u009d) lo ritraggono in ambienti e situazioni differenti, con esplicito intento celebrativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 di autentico e quanto di romanzato nel piccolo diario? Difficile da stabilirsi. Se il frammento intitolato <em>La fede<\/em>, relativo alla richiesta del poeta di essere \u00e2\u20ac\u0153segnato\u00e2\u20ac\u009d da Maria con il segno della croce sulla fronte \u00e2\u20ac\u0153non usa\u00e2\u20ac\u009d, appare confermato da un passato narrato da A\u00c3\u00a9lis e apparso in\u00c2\u00a0 \u00e2\u20ac\u0153Carrefour\u00e2\u20ac\u009d del 25\/7\/1950, l\u00e2\u20ac\u2122ultimo frammento che ricostruisce la morte del poeta il 1 marzo 1938 \u00e2\u20ac\u0153presumibilmente \u00c3\u00a8 molto romanzato\u00e2\u20ac\u009d (nota del curatore, p.66), anche se coincide con le testimonianze di Luisa Baccara e di A\u00c3\u00a9lis, infatti \u00e2\u20ac\u0153riteniamo inverosimile la presenza di Maria Bellini Gritti in Lombardi all\u00e2\u20ac\u2122atto della morte del poeta\u00e2\u20ac\u009d (nota del curatore, p.XL). Altri elementi che incrinano la granitica affermazione di verit\u00c3\u00a0 storica possono essere la ostentata matrice encomiastica e celebrativa, la forma stessa scelta dall\u00e2\u20ac\u2122autrice per presentare il protagonista, e cio\u00c3\u00a8 la prosa di memoria \u00e2\u20ac\u0153per sua natura non attendibile in quanto soggetta ai filtri soggettivi e coscienziali esercitati dall\u00e2\u20ac\u2122autore stesso\u00e2\u20ac\u009d (p.XXXVIII) e infine il carattere metaletterario di alcuni frammenti, come quello relativo alla visita dell\u00e2\u20ac\u2122Abbazia di Maguzzano (<em>Clausura<\/em>, p.60), che ricorda da vicino un episodio del <em>Fuoco<\/em>. A complicare ulteriormente il problema della rispondenza fedele del testo alla realt\u00c3\u00a0, ci sono gli interventi censori del figlio Franco Lombardi, che giunse anche a distruggere alcune lettere evidentemente allusive al legame sensuale tra i due protagonisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione, come scrive il curatore nella sua introduzione, i trenta frammenti \u00e2\u20ac\u0153descrivono brevi spaccati, sbozzi di avvenimenti, sensazioni, emozioni e peculiarit\u00c3\u00a0 fisiche e morali di d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio, in un\u00e2\u20ac\u2122ottica di celebrazione dell\u00e2\u20ac\u2122uomo oltre che dell\u00e2\u20ac\u2122artista\u00e2\u20ac\u009d (p.XXXVIII). L\u00e2\u20ac\u2122opera di ricostruzione dell\u00e2\u20ac\u2122epistolario e la presentazione del testo inedito <em>Ariel vero<\/em> si configurano come un originale e prezioso contributo agli studi dannunziani operato da Filippo Caburlotto, che con quest\u00e2\u20ac\u2122opera porta avanti il suo lavoro di ricerca sulla figura e sull\u00e2\u20ac\u2122opera dell\u00e2\u20ac\u2122Imaginifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p><em>Guido Galliano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella sterminata bibliografia dannunziana trova ora rilievo, per le stampe di Olschki, lo studio di Filippo Caburlotto Gabriele d\u00e2\u20ac\u2122Annunzio: inediti 1922-1936, di fatto la ricostruzione del carteggio con Maria Bellini Gritti in Lombardi, fino ad oggi inedito. Il curatore, ricercatore presso la Universit\u00c3\u00a0 Ca\u00e2\u20ac\u2122 Foscari di Venezia, prosegue con questo testo l\u00e2\u20ac\u2122impegno negli studi dannunziani, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116"}],"collection":[{"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=116"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=116"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=116"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=116"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}