{"id":112,"date":"2011-10-20T17:05:37","date_gmt":"2011-10-20T17:05:37","guid":{"rendered":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/?p=112"},"modified":"2011-10-20T17:05:37","modified_gmt":"2011-10-20T17:05:37","slug":"storia-cultura-e-scienza-illuminata-l%e2%80%99europa-settecentesca-di-ernesto-sestan","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/letteratura\/storia-cultura-e-scienza-illuminata-l%e2%80%99europa-settecentesca-di-ernesto-sestan\/","title":{"rendered":"Storia, cultura e scienza illuminata: l\u00e2\u20ac\u2122Europa settecentesca di Ernesto Sestan"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Copertina-libro.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-thumbnail wp-image-113\" src=\"http:\/\/lettereearti.it\/mondodellarte\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Copertina-libro-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La recentissima pubblicazione del V volume degli <em>Scritti vari<\/em> di Ernesto Sestan \u00e2\u20ac\u201c per Le Lettere di Firenze, a cura di Renato Pasta \u00e2\u20ac\u201c dedicati all\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0 moderna, ci permette di ritornare a riflettere sulla gran figura e lo straordinario magistero d\u00e2\u20ac\u2122uno dei maggiori storici del XX secolo. Maestro all\u00e2\u20ac\u2122antica \u00e2\u20ac\u201c come lo ha definito Valerio Castronovo \u00e2\u20ac\u201c Sestan nacque a Trento, allora ancora parte dell\u00e2\u20ac\u2122Impero austro-ungarico, il 2 novembre 1898. Di famiglia istriana, originaria di Albona, crebbe fra Trentino e Istria. Ancora giovanissimo, combatt\u00c3\u00a9 nella I guerra mondiale, in Romania, tra le fila dell\u00e2\u20ac\u2122esercito austro-ungarico. Nel 1918, concluse l\u00e2\u20ac\u2122esperienza ginnasiale a Vienna. Annessa la sua terra d\u00e2\u20ac\u2122origine all\u00e2\u20ac\u2122Italia dopo il conflitto, si port\u00c3\u00b2 a Firenze, dove studi\u00c3\u00b2 storia medievale con Gaetano Salvemini e strinse amicizia con Federico Chabod (del quale avrebbe curato, tempo dopo, edizioni della <em>Storia dell\u00e2\u20ac\u2122idea d\u00e2\u20ac\u2122Europa <\/em>e <em>L\u00e2\u20ac\u2122idea di nazione<\/em>). Nel 1923, Sestan si laure\u00c3\u00b2, con una Tesi su <em>Le origini del podest\u00c3\u00a0 forestiero nei comuni toscani<\/em>, e negli anni immediatamente successivi insegn\u00c3\u00b2 in numerose scuole. Nel 1929, chiamatovi da Giovanni Gentile, si trasfer\u00c3\u00ac a Roma, per collaborare con l\u00e2\u20ac\u2122Istituto dell\u00e2\u20ac\u2122Enciclopedia Italiana Treccani. Soltanto due anni pi\u00c3\u00b9 tardi, fu nominato segretario della Reale Accademia d\u00e2\u20ac\u2122Italia. Fra il 1936 ed il 1939 fu provveditore agli studi di Siena. Terminato la seconda guerra mondiale, nel 1948 divenne docente di Storia medievale e moderna presso l\u00e2\u20ac\u2122Universit\u00c3\u00a0 degli Studi di Cagliari. Inoltre, tra il 1946 ed il 1949 torn\u00c3\u00b2 a esser redattore dell\u00e2\u20ac\u2122Enciclopedia Italiana per le voci di storia medievale e moderna. Nel 1949, pass\u00c3\u00b2 alla Normale Superiore di Pisa, per restarvi sino al 1952, l\u00e2\u20ac\u2122anno in cui si spost\u00c3\u00b2 alla Statale. Nel 1954, succedendo nell\u00e2\u20ac\u2122insegnamento a Nikolaj Petrovi\u00c4\u008d Ottokar, divent\u00c3\u00b2 professore di Storia medievale e moderna a Firenze, dove insegn\u00c3\u00b2 sino al 1969, ricoprendo la carica di Direttore del Dipartimento di Storia e Preside della Facolt\u00c3\u00a0 di Lettere e Filosofia. Nel 1975 fu eletto socio nazionale dei Lincei. Tra il 1969 ed il 1986 fu il presidente della Deputazione toscana di storia patria, nonch\u00c3\u00a9 direttore dell\u00e2\u20ac\u2122Archivio storico italiano. Nel 1983, nella sua citt\u00c3\u00a0 natale, gli fu affidata la presidenza dei lavori del Convegno su <em>Trento nell\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0 di Paolo Oss Mazzurana<\/em> e il compito di trarne le conclusioni finali. Dopo la sua morte, avvenuta il 19 di gennaio del 1986, diversi saggi di Sestan, apparsi in principio su riviste ed opere collettive, furono pubblicati in apposite raccolte postume a cura degli allievi prediletti. Per Le Lettere di Firenze, Franco Cardini ha curato il primo volume (<em>Alto medioevo<\/em>, 1988), Marino Berengo il secondo (<em>L\u00e2\u20ac\u2122Italia comunale e signorile<\/em>, 1989), Giuliano Pinto il terzo (sulla <em>Storiografia dell\u00e2\u20ac\u2122Otto e Novecento<\/em>, 1991), Roberto Vivarelli il quarto (<em>L\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0 contemporanea<\/em>, 1999) e infine Giovanni Cherubini, in collaborazione con Gabriele Turi, le <em>Memorie di un uomo senza qualit\u00c3\u00a0<\/em> (1997), l\u00e2\u20ac\u2122autobiografia di Sestan reminiscente sin dal titolo il capolavoro di Musil. Una massa realmente imponente di studi, gi\u00c3\u00a0 da tempo oggetto di seria riflessione storiografica (G. Cherubini, <em>Bibliografia degli scritti di Ernesto Sestan<\/em>, Firenze, Le Monnier, 1973; Id., <em>Ernesto Sestan<\/em>, in <em>Archivio storico italiano<\/em>, CXLIII, 1985, pp. 521-563).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u00e2\u20ac\u2122indomani della morte di Sestan, si tenne una giornata di studi in suo ricordo a Trento, l\u00e2\u20ac\u21228-9 nov. 1990 (gli Atti uscirono due anni dopo, grazie alla Societ\u00c3\u00a0 di studi trentini di scienze storiche, a cura di Angelo Ara e di Umberto Corsini). A Firenze \u00e2\u20ac\u201c il 13-14 novembre del 1998, nel centenario della nascita \u00e2\u20ac\u201c si tenne un altro grande convegno: gli Atti di quelle giornate videro la luce per Olschki, curati da Giuliano Pinto ed Emilio Cristiani, nel 2000. Al convegno presenziarono tra gli altri Furio Diaz, Giuseppe Galasso, Franco Cardini, Antonio Rotond\u00c3\u00b2 e Mario Rosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u00e2\u20ac\u2122opera di Sestan spazia su ambiti straordinariamente vasti, sia sul piano geografico, sia su quello cronologico. Di questa eccezionale ricchezza di interessi si rammaric\u00c3\u00b2 lui stesso, ritenendo di avere disperso le proprie forze in tematiche troppo diverse tra loro per delineare una vera e propria scuola storiografica. In realt\u00c3\u00a0 tutti i suoi studi, segnatamente quelli di storia comunale, si caratterizzano per la capacit\u00c3\u00a0 di fondere l\u00e2\u20ac\u2122attenzione per l\u00e2\u20ac\u2122analisi dei documenti con l\u00e2\u20ac\u2122interpretazione entro prospettive storiche di ampio respiro, facendo cos\u00c3\u00ac, di Sestan, uno dei maggiori storici italiani del XX secolo. In lui e nelle sue pagine rivive la sensibilit\u00c3\u00a0 universalista e cosmopolita di chi, con la propria persona e le esperienze consumate, ha saputo respirare e apprezzare tradizioni etniche e culturali assai diverse tra di loro (austro-tedesca, slava, italiana), di chi si \u00c3\u00a8 confrontato con il <em>milieu<\/em> mitteleuropeo. C\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 un filo rosso che tiene uniti, al di l\u00c3\u00a0 dell\u00e2\u20ac\u2122apparente divergenza, i temi e i personaggi trattati da Sestan, nel cui metodo storiografico \u00e2\u20ac\u201c forgiato tra la stagione crociana e quella post (e anti) crociana \u00e2\u20ac\u201c non \u00c3\u00a8 difficile scorgere i frutti maturi della lezione di Niccol\u00c3\u00b2 Rodolico (al quale Sestan successe come presidente della Deputazione toscana e direttore dell\u00e2\u20ac\u2122Archivio storico italiano) e di Giacchino Volpe (il quale volle Sestan presso la Giunta centrale per gli studi storici e lo fece entrare nella redazione della <em>Rivista storica italiana<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sestan lavor\u00c3\u00b2 e scrisse su Paolo Diacono, Dante, Petrarca, Lutero e la Riforma germanica, di storia fiorentina e senese, di arti e corporazioni, su Ariosto e gli Estensi, sui Gonzaga nel Rinascimento. Si occup\u00c3\u00b2 altres\u00c3\u00ac di pensiero politico del Risorgimento (Romagnosi, Mazzini, Cattaneo e Ferrari). Fece conoscere in Italia gli studi sul capitalismo di Werner Sombart. Molto importanti anche i suoi scritti di storia della storiografia su Giorgio Falco, Walter Maturi e Delio Cantimori, del quale egli fu poi il successore all\u00e2\u20ac\u2122Universit\u00c3\u00a0 di Pisa. Anche se per molti Sestan diede il meglio di s\u00c3\u00a9 nelle monografie su comuni e signorie, fu autore anche di manuali \u00e2\u20ac\u201c limpidi e illuminanti, tutt\u00e2\u20ac\u2122oggi \u00e2\u20ac\u201c di storia greco-romana ed orientale. Edit\u00c3\u00b2 pure i carteggi diplomatici tra la  Milano sforzesca e la Borgogna, con ci\u00c3\u00b2 contribuendo ad avviare e-o a rimodellare, in Italia, la storia delle relazioni internazionali. Uomo di vastissima cultura, di grande preparazione e di eccezionali competenze, animato da viva curiosit\u00c3\u00a0 intellettuale e da interessi quanto mai versatili, straordinariamente erudito, ma dell\u00e2\u20ac\u2122erudizione non prigioniero, Sestan appartenne a quella generazione di storici che oggi quasi non v\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 \u00e2\u20ac\u201c chi scrive pensa a Rotta, a Venturi&#8230; \u00e2\u20ac\u201c capace di lumeggiare pressoch\u00c3\u00a9 ogni aspetto del sapere, con sobriet\u00c3\u00a0 ed eleganza stilistica, ogni figura, ogni problema. Uomini come lui sapevano \u00e2\u20ac\u02dctutto\u00e2\u20ac\u2122. Potevano scrivere di \u00e2\u20ac\u02dctutto\u00e2\u20ac\u2122, lontano dall\u00e2\u20ac\u2122odierna (e talvolta avvilente) specializzazione disciplinare, inseguita a tutti i costi frantumando la conoscenza e la sua unit\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poliedrico e sconfinatamente colto, Sestan spazi\u00c3\u00b2 coi suoi interessi da questioni di storia medievale (<em>Stato e nazione nell\u00e2\u20ac\u2122Alto Medioevo<\/em>, 1951; <em><a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/italia\/\">Italia<\/a> medievale<\/em>, 1966; <em>L\u00e2\u20ac\u2122Alto Medioevo<\/em>, 1967) sino alla storia absburgica (<em>La Costituente<\/em><em> di Francoforte, 1848-49<\/em>, 1947; <em>Sacro Romano Impero ed Europa<\/em>, 1969; <em>Autonomie e nazionalit\u00c3\u00a0 nella monarchia austro-ungarica<\/em>, 1981), senza dimenticare le radici storiche della questione adriatica (<em>Venezia Giulia<\/em>, 1947; <em>La politica veneziana del Seicento<\/em>, 1959) e le connesse vicende dell\u00e2\u20ac\u2122Oriente europeo, dopo la caduta di Bisanzio (lo studio su <em>L&#8217;avanzata turca nel Mediterraneo dopo il 1453 e la reazione europea<\/em>, 1940).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sestan si avvicin\u00c3\u00b2 nei suoi percorsi anche al mondo dei Lumi e ai valori del XVIII secolo. Insieme a Giovanni Macchia, l\u00e2\u20ac\u2122insigne francesista scomparso nel 2001, cur\u00c3\u00b2 nel 1951 l\u00e2\u20ac\u2122edizione italiana del <em>Si\u00c3\u00a8cle de Louis XIV<\/em> (1753) di Voltaire. Si dedic\u00c3\u00b2, altres\u00c3\u00ac, a Gian Rinaldo Carli, figura-chiave nella storia del passaggio dal razionalismo del nostro primo Settecento all\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo del secondo: Carli intelligenza vicina a Muratori e Maffei nel trattar di maghi e stregoneria, qualcosa di pi\u00c3\u00b9 d\u00e2\u20ac\u2122una sola\u00c2\u00a0 e semplice sopravvivenza medievale. Al secolo XVIII, Sestan consacr\u00c3\u00b2 anche studi specifici, quali <em>Prodromi di storicismo nel Settecento<\/em> (1954) e <em>Il riformismo settecentesco in Italia<\/em> (1955), nonch\u00c3\u00a9 <em>Scientifismo e storiografia nel Settecento<\/em> (1971), stampati il primo a Milano dai Fratelli Bocca ed i secondi a Firenze da Sansoni. E un capolavoro indiscusso rimane la silloge <em>Europa settecentesca ed altri saggi<\/em>, lo splendido libro ricciardiano che Sestan licenzi\u00c3\u00b2 nel 1951: ancora oggi, \u00c3\u00a8 un autentico piacere leggerne i ritratti (Federico II il grande, il principe Eugenio di Savoia, il Granduca Leopoldo II di Toscana, il giovane Cattaneo, Gino Capponi \u00e2\u20ac\u201c quest\u00e2\u20ac\u2122ultimo da Sestan studiato congiuntamente a Giovan Pietro Vieusseux nel libro su <em>La Firenze<\/em><em> di Vieusseux e di Capponi<\/em>, pubblicato da Olschki nel 1986 per le cure di Giovanni Spadolini) e i quadri mirabilmente tracciati (sugli elettori del <em>Reich<\/em> e la storia prussiana, sulle <em>lumi\u00c3\u00a8res<\/em> dei <em>philosophes<\/em>, sul mito del buon selvaggio americano nel \u00e2\u20ac\u02dc700 italiano, su Risorgimento italiano e unit\u00c3\u00a0 tedesca, nonch\u00c3\u00a9 su Sardegna, Corsica e nazione italiana). A quelle tematiche, adesso, si riconnettono questi <em>Scritti vari<\/em>, usciti per Le Lettere e riguardanti, appunto, <em>L\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0 moderna<\/em>, la sua storia e cultura. Il volume completa, come detto, la serie degli <em>Scritti<\/em> <em>vari<\/em> di Sestan, serie promossa dalla Facolt\u00c3\u00a0 di Lettere e Filosofia dell\u00e2\u20ac\u2122Universit\u00c3\u00a0 di Firenze. Esso raccoglie ventiquattro contributi, di cui due inediti. Testimonianza di una attivit\u00c3\u00a0 indefessa ed acuta, questi lavori vanno dagli albori dell\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0 moderna alle soglie della Rivoluzione francese e toccano aspetti essenziali della storia italiana ed europea, dal conflitto tra cristiani e islamici dopo la caduta dell\u00e2\u20ac\u2122Impero bizantino \u00e2\u20ac\u201c che tra gli altri, ebbe anche l\u00e2\u20ac\u2122effetto di interrompere le relazioni intellettuali tra veneziani e greci, bloccando il flusso in Occidente dei manoscritti scientifici tardo-medievali, e condusse indirettamente a una nuova et\u00c3\u00a0 di scoperte ed esplorazioni geografiche, solo culminata in quella colombiana dell\u00e2\u20ac\u2122America \u00e2\u20ac\u201c sino alle vicende del Sacro Romano Impero nel periodo della sua decadenza, all\u00e2\u20ac\u2122indagine sul <em>Secolo <\/em>del newtoniano Voltaire, sino alle pi\u00c3\u00b9 tarde ricerche su Carli e su Denina, quest\u00e2\u20ac\u2122ultimo uno dei pi\u00c3\u00b9 grandi e controversi storici piemontesi tra Sette e Ottocento. Con una rara finezza di scrittura \u00e2\u20ac\u201c quella che, del resto, al solito lo contraddistingueva \u00e2\u20ac\u201c Sestan delinea qui i problemi salienti della vita culturale e politica tra XV e XVIII secolo, facendo perno sul lascito dell\u00e2\u20ac\u2122Illuminismo \u00e2\u20ac\u201c un Illuminismo cresciuto e sviluppatosi poggiando sul rigore e le certezze di una nuova scienza, quella rinascimentale e barocca che, dopo la crisi della coscienza europea, fu dai Lumi codificata \u00e2\u20ac\u201c e della sua storiografia, con immutata fedelt\u00c3\u00a0 alle prospettive etiche e concettuali della tradizione storicistica, in particolare di lingua tedesca (Meinecke su tutti). Il che ci conferma il valore e la statura di Ernesto Sestan, uno storico al servizio delle idee. La presentazione del volume, magistrale, \u00c3\u00a8 affidata a Robert Mandrou, mentre sei dei capitoli costituenti il volume erano gi\u00c3\u00a0 stati editi in <em>Europa settecentesca<\/em>. Aspetto che non inficia ovviamente l\u00e2\u20ac\u2122importanza e utilit\u00c3\u00a0 del presente libro, davvero splendido sotto ogni aspetto.<br \/>\n<em><\/p>\n<p>Davide Arecco<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La recentissima pubblicazione del V volume degli Scritti vari di Ernesto Sestan \u00e2\u20ac\u201c per Le Lettere di Firenze, a cura di Renato Pasta \u00e2\u20ac\u201c dedicati all\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0 moderna, ci permette di ritornare a riflettere sulla gran figura e lo straordinario magistero d\u00e2\u20ac\u2122uno dei maggiori storici del XX secolo. 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